LA BARCHETTA DI SAN PIETRO
(Velella velella)
di Marina Amori
Foto Archivio Marevivo
La Velella velella, chiamata anche comunemente ”By the Wind
Sailor” o “Barchetta di San Pietro”, è
una specie planctonica appartenente al phylum Cnidaria, alla classe
degli IDROZOI ed all’ordine delle ANTHOMEDUSAE.
La specie conduce vita pelagica ed è caratterizzata da
polimorfismo: all’interno della stessa colonia infatti,
gli individui differiscono per forma e funzione e pertanto alcuni
contribuiscono alla crescita, altri alla riproduzione, altri ancora
alla difesa.
Per quanto riguarda la struttura morfologica, la velella è
provvista di uno scheletro cartilagineo galleggiante a forma di
disco oblungo e le sue dimensioni sono in media comprese tra 2
e 4 cm; talvolta raggiunge anche dimensioni di 6-7 cm.
La caratteristica particolare della velella è la presenza
sul disco, in posizione longitudinale, di una cresta di forma
triangolare simile ad una vela che le permette di muoversi sulla
superficie dell’acqua tramite la spinta del vento. La vela
è di colore trasparente, ed assume con la luce del sole
riflessi azzurri e verdi, cosicché questi piccoli organismi,
che si aggregano in grandi gruppi, appaiono ai nostri occhi come
delle vere e proprie flotte di barchette in miniatura di colore
blu intenso.
La velella vive nelle acque temperate e calde di tutti gli oceani
e prolifera in certi periodi dell’anno, soprattutto in primavera
ed in autunno.
Gli assembramenti di questi organismi planctonici sono a volte
così densi da formare immense distese simili a macchie
oleose, facilmente rilevabili anche da lontano, specie quando
una lieve brezza increspa il mare calmo. Il loro nuotare alla
deriva fa sì che, durante violenti temporali o in condizioni
di vento forte e mare mosso, essi vengano depositati in grandi
ammassi sulle spiagge. Così le velelle concludono il loro
ciclo vitale. Colonie morte si ritrovano sulle rive lunghe le
coste. I sottilissimi "scheletri", in seguito alla morte
diventano di colore bianco e dopo 2 o 3 giorni rimangono solo
le vele che possono conservarsi per alcune settimane.
La presenza della Velella velella indica acque pulite ed attrae
numerose specie di pesci in vicinanza delle coste, tanto che spesso
nelle zone di pesca esse viene anche utilizzata come esca.
Negli ultimi anni l’entità degli spiaggiamenti è
notevolmente aumentata; al fenomeno sono state attribuite varie
cause come ad esempio maggiori controlli degli scarichi in mare
e quindi minore inquinamento marino. Un’altra causa è
stata attribuita alla scomparsa della tartaruga marina che era
uno dei maggiori predatori delle velelle.
D’altro canto c’è anche chi ritiene che le
elevate concentrazioni delle colonie di velella, riscontrate negli
ultimi anni possono però influire negativamente sull’ecosistema
marino, ed in particolare sulla pesca, poiché quest’organismo
è un predatore di plancton e soprattutto di uova di pesci.
Negli ultimi due anni, nel periodo primaverile, sono state avvistate
alcune “fioriture” di velella, e più frequenti
spiaggiamenti delle colonie di questi organismi ormai morti.
Negli ultimi anni il maggior sviluppo della velella, per quanto
riguarda le coste italiane, si è registrato nel Mediterraneo
Occidentale. E’ possibile tentare una cronaca degli avvistamenti.
Nell’aprile 2000 sono stati rinvenuti grossi accumuli di
velella lungo tutta la battigia della costa di Grosseto e lo stesso
fenomeno è stato riscontrato nell’aprile 2002.
Esattamente a distanza di un anno, il 30 Aprile 2001, lungo le
coste dell’isola di Pantelleria si è riscontrata
una grande proliferazione di velella sulla superficie del mare.
Il 17 Aprile 2002 lungo le coste della Sardegna a Bosa, tra Capo
Marrargiu e Tresnuraghes, la spiaggia di Turas (Bosa) è
stata completamente ricoperta da un tappeto spesso diversi centimetri
formato da una massa di vellele che si erano spiaggiate sulla
riva. Il 25 aprile 2002 tutto il canale delle Bocche di Bonifacio
è stato ricoperto da una vastissima fioritura talmente
spessa che non lasciava passare la luce del sole. Il 28 aprile
2002, tra Capo Circeo e le isole Pontine, è stata avvistata
prima in acqua e poi sulle spiagge una ”invasione”
(così è stata definita) di questi piccoli organismi
marini. Ancora il 30 aprile 2002 è stato effettuato un
nuovo rilevamento alla Riviera del Corallo in provincia di Sassari.
Sembra, infatti, che milioni di individui appartenenti alla specie
velella si siano arenati sulla spiaggia formando anche qui un
tappeto spesso circa 20 centimetri.
Ulteriori avvistamenti sono stati effettuati il 5 Maggio 2002
a Carloforte e il 27 Maggio 2002 a Punta Torretta (Santa Margherita).
Infine il 5 Luglio 2002, di nuovo a Pantelleria, un ulteriore
avvistamento in anticipo, sembra, rispetto all’attesa fioritura
autunnale.
Sempre nel Mediterraneo, anche in Spagna nel maggio 2002 è
stato riscontrato uno spiaggiamento di vellella e sulle coste
dell’isola di Minorca.
Infine, notevoli esplosioni sono state avvistate anche nella zona
Nord-Est dell’Oceano dell’Oceano Atlantico nei periodi
Maggio e Giugno di quest’anno (Cornovaglia e Galles).
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