15/02/2013
'Piano difesa mare': strumento indispensabile per la lotta all'inquinamento marino
Marevivo esprime la sua soddisfazione per il “Piano operativo di pronto intervento per la difesa del mare e delle zone costiere dagli inquinamenti accidentali da idrocarburi e altre sostanze nocive”, aggiornato, dopo 25 anni, lo scorso 13 febbraio con un decreto dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.

E’ assolutamente fondamentale mettere a punto una strategia operativa che consenta di organizzare e ottimizzare tempi, mezzi e risorse umane, fattori decisivi per il successo delle operazioni di contrasto e lotta all’inquinamento marino, affinché si possa proteggere al meglio il nostro mare, patrimonio di biodiversità e bene comune”, afferma il presidente di Marevivo Rosalba Giugni.

Ricordiamo che il Mediterraneo è un mare chiuso, che impiega circa 80 anni per il solo ricambio delle acque superficiali e tempi biblici per quelle profonde. Benché rappresenti solo lo 0,7% delle acque del pianeta, subisce uno stress fortissimo derivante da un’abnorme concentrazione di trasporti marittimi di idrocarburi (25% del movimento mondiale) e sostanze nocive: da Suez a Gibilterra il Mediterraneo viene usato come una comoda scorciatoia dalle petroliere di mezzo mondo.

Si stima che ogni anno nelle sue acque vengano riversati da 400.000 a 650.000 tonnellate di petrolio, oli, rifiuti oleosi, ecc. (dati Oceana). A ciò si aggiunge il fenomeno doloso della pulizia in mare dei serbatoi. Dal 1955 ad oggi si sono verificati oltre 1300 incidenti con petroliere coinvolte in un bacino che è stato indicato dall’Iucn (World Conservation Union) per la grande varietà della vita lungo le sue sponde e per l’alta presenza di endemismi come uno dei global biodiversity hotspot: nel  Mediterraneo sono infatti presenti il 6% delle specie marine del pianeta, il 28% delle quali è endemica.

Ecco perché abbiamo accolto con grande favore questo piano cruciale in caso di inquinamento e, allo stesso tempo, stiamo anche apprezzando, per quanto riguarda il terribile fenomeno della moria delle stenelle nel Tirreno, il lavoro di monitoraggio predisposto dal ministero”, conclude il Presidente di Marevivo.



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