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A Ecomondo per rilanciare "PFU Zero", il progetto volontario contro l'abbandono degli pneumatici

"PFu Zero nelle isole minori" ha permesso di intervenire in tre anni su tutte le isole minori italiane e ha rappresentato un’ulteriore, fondamentale tappa dell’impegno che Marevivo porta avanti da tempo su questi delicati territori, intesi come laboratori di sostenibilità. Il progetto PFU Zero, infatti, ci ha consentito di muoverci, contemporaneamente, sui due piani per noi fondamentali, cioè operare concretamente a tutela del mare e far germogliare e sviluppare, in particolare nei giovani, il concetto chiave che la vita e la salute dell’uomo dipendono dall’integrità dell’ecosistema marino costiero. 

È dal palcoscenico di Ecomondo che EcoTyre annuncia di aver raggiunto 523 aderenti di cui 517 nazionali e 6 esteri. Un traguardo importante che, a 5 anni dalla sua fondazione, conferma EcoTyre come il Consorzio per la gestione degli Pneumatici Fuori Uso più diffuso in Italia e ciò grazie all’adesione di produttori e importatori di pneumatici nuovi che affidano a EcoTyre la gestione del fine vita delle gomme immesse sul mercato. Ecomondo è anche l'occasione per fare il punto sul progetto "PFU Zero", un'iniziativa targata EcoTyre per la mappatura dei depositi abusivi di PFU. Il progetto, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, ha l'obiettivo di individuare e intervenire su situazioni di abbandono di PFU, attraverso le segnalazioni di enti locali, associazioni e cittadini.

Alla presenza del Direttore Generale di Marevivo, Carmen Di Penta, e del Vice Direttore Generale di Legambiente, Andrea Poggio, sono stati illustrati i numeri dei primi 3 anni di PFU Zero. Il progetto ha permesso di raccogliere e avviare al riciclo complessivamente oltre 1 milione di pneumatici fuori uso, attraverso più di 80 interventi in 17 Regioni italiane, consentendo la trasformazione di oltre 8.000 tonnellate di rifiuti in risorse. Gli interventi eseguiti da EcoTyre nell’ambito del progetto sono svolti in modalità totalmente gratuita e senza alcun costo per le Amministrazioni locali. È possibile segnalare un deposito abbandonato di PFU, collegandosi al sito internet dedicato (www.pfuzero.ecotyre.it). EcoTyre valuta ogni segnalazione, coordinandosi con gli enti locali per gli interventi di raccolta.

Dalla collaborazione con l'associazione Marevivo, attiva nella tutela del mare e delle sue risorse, è nato invece il progetto "PFU Zero nelle Isole Minori", un'iniziativa che prevede il recupero a terra e sui fondali marini degli PFU abbandonati presso le isole minori del nostro Paese. Il progetto, giunto quest'anno alla terza edizione, ha interessato la quasi totalità delle isole minori italiane e ha coinvolto circa 2.000 bambini in attività di educazione ambientale insieme a Gummy, la mascotte di EcoTyre.

“Da Lampedusa a Capri, dal Giglio a Lipari, dalle piccole alle più grandi isole italiane, insieme ad Ecotyre abbiamo raccolto e condotto al corretto riciclo gli pneumatici che erano stati abbandonati sui fondali e lungo le coste di questi territori così preziosi e insieme fragili; ma la forza di questa operazione è stata quella di informare e sensibilizzare i cittadini degli arcipelaghi, creando una coscienza diffusa sull'importanza della salvaguardia del mare. ha dichiarato Carmen di Penta, direttore generale di Marevivo - Lo pneumatico non è un rifiuto, bensì una risorsa e l’abbiamo dimostrato in tutte e 22 le isole mobilitate: è stato, infatti, un lungo viaggio che ci ha permesso di recuperare soltanto dal mare migliaia pfu e ha coinvolto amministrazioni locali, capitanerie di porto, giovani studenti e centinaia di subacquei volontari. La continuità dell'operazione ha portato a siglare protocolli di intesa per il ritiro gratuito presso le isole ecologiche, come l’ultimo sottoscritto a Pantelleria, e auspico che ci possa essere una quarta edizione con nuovi territori protagonisti, come quelli vicini alle foci dei fiumi”.

PFU Zero assicura non solo il ritiro degli pneumatici abbandonati, ma anche l’avvio degli stessi al corretto recupero. Gli PFU, infatti, rappresentano una vera e propria risorsa perché possono essere recuperati al 100%. La maggior parte degli pneumatici raccolti viene triturata per produrre il “granulato di gomma”, un materiale di riciclo che può essere riutilizzato in una molteplicità di forme: nei sottofondi stradali, nel rivestimento di piste di atletica, di aree gioco per bambini e molto altro. La restante parte è, invece, destinata al recupero energetico.