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Canale di Suez e impatto ambientale

Il raddoppio del Canale di Suez rappresenta un'opera chiave per il commercio marittimo internazionale, ma il canale è anche la principale via di ingresso delle specie aliene nel Mediterraneo.

Il commercio globale e la navigazione sono strumenti vitali per la società, ma gli accordi internazionali vigenti (convenzione UNEP di Barcellona per la protezione dell’ambiente marino del Mediterraneo, o la convenzione internazionale sulla diversità biologica - CBD) richiamano l’urgente necessità di pratiche sostenibili per minimizzare gli impatti indesiderati e le conseguenze a lungo termine sulla biodiversità marina”, ha commentato Stefano Piraino, Università del Salento - Conisma.  “A dispetto di oltre un secolo di evidenza scientifica riguardo alla diffusione e impatto di specie marine introdotte attraverso Suez nel Mar Mediterraneo, nessuna valutazione di impatto ambientale sulla biodiversità marina e nessuna azione di mitigazione (come la creazione di barriere di salinità) sono state realizzate”. 

Tutto ciò vanifica lo sforzo che l'Unione Europea sta producendo per il raggiungimento del Good Environmental Status, ovvero lo strumento di valutazione dell’integrità degli ecosistemi marini, definito con la direttiva quadro "Marine Strategy”.