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Dichiarazione congiunta delle Associazioni ambientaliste per il “Seminario di alto livello sullo stato degli stock mediterranei e l’approccio alla PCP”

 

Catania, 9-10 Febbraio 2016

Gli stock ittici del Mar Mediterraneo si trovano in una situazione drammatica con il 96% degli stock europei valutati considerati eccessivamente sfruttati. [1]

Per garantire il recupero degli stock ittici, la Riforma della Politica Comune della Pesca (PCP) richiede che l’UE ponga fine alla pesca eccessiva entro il 2015 o al più tardi entro il 2020 per consentire il recupero degli stock. Per raggiungere quest’obiettivo gli Stati Membri dell’UE che si affacciano sul Mediterraneo devono agire immediatamente per invertire la drammatica situazione in cui versa la pesca.

Considerando che i Piani multi-annuali per il Mediterraneo saranno adottati ed applicati  solo nel medio termine, è necessario adottare misure urgenti e di recupero degli stock ittici.

In occasione del “Seminario di alto livello sullo stato degli stock mediterranei e l’approccio alla PCP”, le associazioni ambientaliste, Archipelagos, Fundació ENT, Greenpeace, Legambiente, Marevivo, MedReAct e Oceana, chiedono alla Commissione Europea e ai Paesi Membri del Mediterraneo di adottare immediatamente misure urgenti per fermare la pesca eccessiva  e recuperare gli stock ittici del Mediterraneo, e di predisporre le seguenti azioni prioritarie di lungo termine:

-          Stabilire misure di emergenza e piani di ricostituzione degli stock europei per i quali la mortalità per pesca ha raggiunto livelli insostenibili, come ad esempio per il nasello e i piccoli pelagici;

-          Promuovere in ambito ICCAT un piano di recupero per il pesce spada del Mediterraneo;

-          Stabilire limiti di cattura e dello sforzo di pesca basati sui pareri scientifici  e garantire che i tassi di sfruttamento siano commisurati con il recupero degli stock ittici al di sopra dei livelli di biomassa del RMS (Rendimento Massimo Sostenibile);

-          Adottare misure appropriate al fine di bilanciare la capacità di pesca con le effettive possibilità di pesca, per  fermare la pesca eccessiva entro il 2020, al più tardi;

-          Proteggere le aree sensibili, come le aree di nursery, le zone di riproduzione e gli ecosistemi marini vulnerabili, attraverso l’applicazione di misure spaziali (no-take zone e riserve marine);

-          Rafforzare i controlli in mare e a terra e applicare sanzioni dissuasive;

-          Stabilire o aggiornare la taglia minima di riferimento per la conservazione (MCRS) per tutti gli stock ittici commerciali dell'UE, in linea con i pareri scientifici e coerente con i target biologici;

-          Applicare pienamente la clausola di condizionalità del Fondo Europeo per le Attività Marittime e la Pesca (FEAMP), che prevede che gli operatori coinvolti in attività di pesca illegali non possano accedere ai fondi pubblici per la pesca.

 


[1] Communication from the Commission to the European Parliament and the Council Concerning a consultation on Fishing Opportunities for 2015 under the Common Fisheries Policy.