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DISASTRO ECOLOGICO

Roma, 22 gennaio 2006  - “Il disastro ecologico che si sta consumando lungo le coste del Devon è l’ennesimo di una lunga serie, e non si può continuare a imputare queste sciagure al caso e  alle circostanze” sostiene Rosalba Giugni, presidente  dell’Associazione Marevivo che da vent’anni si batte per la difesa delle nostre coste e delle nostre acque. Qualcosa si può fare, e subito.
E, l’Italia, particolarmente interessata al problema, con i suoi 8000 chilometri di costa, dovrebbe farsi portavoce in Europa di alcune improrogabili misure di prevenzione quali:
• il rafforzamento di sistemi atti a garantire la sicurezza della navigazione, già da tempo programmati, ma mai attuati (reti di controllo VTS, VTMIS, MEH con utilizzo del sistema GALILEO etc.);
• il costante monitoraggio del traffico a fini preventivi soprattutto nelle aree e nei bacini a più elevato rischio;
• l’aumento dei controlli e delle ispezioni a bordo delle navi in porto (Port State Control)
• la verifica del livello di professionalità degli equipaggio
Come già abbiamo ribadito in occasione della collisione nello stretto di Messina” – conclude Rosalba Giugni – “quanto sta accadendo in Inghilterra ci costringe a fare i conti con la realtà che vie d’acqua sempre più affollate necessitano di assoluta attenzione e di una pianificazione sinergica fra tutti i soggetti sia economici che istituzionali che in esse operano”. 

Marevivo
06.3222565