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Ferrettare: arriva il decreto stagionale che liberalizza l’uso dell’attrezzo favorendone un uso illegale

Legambiente, WWF, Marevivo: “Uno scandalo che si ripete ogni anno”


Questo decreto sulle ferrettare è un vero e proprio scandalo che si ripete ogni anno. Ai pescatori va tutta la nostra solidarietà per il difficile momento di crisi del settore, ma non è con l’illegalità o con provvedimenti come questi che si risolvono i problemi della categoria”.

Questa la dichiarazione congiunta di Legambiente, WWF e Marevivo sul decreto che ha liberalizzato l’uso indiscriminato di questa una rete derivante, favorendo obiettivamente quanti fra i pescatori di ferrettara, utilizzano quest’attrezzo in maniera illegale.
L’iniziativa si inserisce in un contesto di recrudescenza del fenomeno “spadare”, le reti derivanti simili alle ferrettare, ma molto più lunghe e vietate in Italia sin dal 2002. Nonostante il divieto sono rimaste nel nostro Paese numerose imbarcazioni che utilizzano quest’attrezzo e non è difficile immaginare che la nuova disposizione legislativa ne favorisca ulteriormente un uso scellerato.
Per questa ragione Legambiente, Marevivo e Wwf, analogamente a due anni fa, hanno deciso di impugnare il provvedimento di fronte al Tar del Lazio.

“E’ una storia che si trascina ormai da anni – hanno proseguito i rappresentati delle tre associazioni ambientaliste – e che si ripete con minime variazioni sul tema, stagione dopo stagione, in assoluta continuità prescindendo dai colori politici dei governi e dei ministri che si susseguono. Anche quest’anno si sta ripetendo la “messa in scena” con la direzione del Ministero delle Politiche Agricole che ha emanato nei giorni scorsi un decreto che autorizza i pescatori con ferrettare del compartimento marittimo di Ponza ad operare fino a 18 miglia dalle coste dell’isola, un aumento della distanza consentita che non si giustifica, considerando le limitazioni alle specie pescabili con l’attrezzo in questione ma che, di fatto, rende molto più complicati i controlli e più farraginosa l’individuazione di comportamenti illeciti. E’ bene considerare infatti che 18 miglia dalle coste dell’isola vuol dire ritrovarsi a circa 40 miglia dalla terraferma”.