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Il nuovo porto di Talamone: pessimi progetti di una variante al piano urbanistico mai approvata

 
Il 7 marzo 2011, nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale di Orbetello prima delle elezioni, è stato reso pubblico  lo studio di tre alternative progettuali per il nuovo porto di Talamone. Uno studio inutile e sbagliato che non tiene conto di un fatto fondamentale; infatti il nuovo porto dovrebbe dare attuazione ad una Variante allo strumento urbanistico che è ferma da un anno e mezzo, bloccata dalle osservazioni delle Associazioni ambientaliste. Se fino ad ora gli amministratori di Orbetello non sono riusciti a dare risposte convincenti, pensano di poterlo fare in futuro?.
 
L’amministrazione in carica, al posto di tentare improbabili fughe in avanti – usando soldi pubblici per progettare un porto la cui fattibilità paesaggistica, ambientale, sociale e urbanistica è ancora tutta da dimostrare; la Corte dei Conti la definirebbe spesa incauta e la dovrebbe sanzionare -  dovrebbe prima di tutto rispondere alle osservazioni, nonché confrontarsi con Regione Toscana, Provincia di Grosseto e Soprintendenze; il porto è infatti in pieno contrasto con il PIT paesaggistico, con il Ptcp e con i vincoli ministeriali apposti sin dagli anni sessanta.
 
Far finta che la Variante non sia bloccata è un comportamento istituzionalmente scorretto e strumentale, e le tre alternative progettuali elaborate sono pessime, comportando impatti inaccettabili.
 
A conferma della natura strumentale dell’operazione viene proposta anche una valutazione comparativa delle tre ipotesi progettuali, che in realtà non sono tre bensì una sola, visto che due progetti risultano sostanzialmente identici  e il terzo non rispetta gli standard minimi di parcheggio ed è addirittura in variante alla variante mai approvata (comporterebbe un allungamento del molo attuale da sempre escluso). Il risultato della valutazione è quello di dichiarare preferibile l’alternativa che prevede il numero maggiore di posti barca di grandi dimensioni; veramente inaspettato!
 
Una valutazione seria, oltre ad utilizzare metodi più corretti, avrebbe dovuto considerare alternative realmente diverse, prima tra tutte quella di riqualificare il porto esistente senza distruggerlo; alternativa che – è stato ampiamente dimostrato sia nelle osservazioni presentate a suo tempo dalle associazioni ambientaliste, sia nel documento redatto a seguito della recente pubblicazione degli studi progettuali (inviato questa mattina agli Enti interessati)  – è di gran lunga più coerente con le caratteristiche ambientali, paesaggistiche, urbanistiche e sociali di Talamone, con gli strumenti e atti di pianificazione regionale e provinciale, con il rispetto dei vincoli paesaggistici
Lo studio delle alternative progettuali ha un solo pregio; dimostra con ancor maggiore chiarezza quali saranno i devastanti impatti del nuovo porto e conferma come la variante ora fortunatamente bloccata sia l’ariete con cui l’amministrazione comunale di Orbetello intende offrire alla speculazione edilizia privata beni comuni come il paesaggio, l’ambiente e la vivibilità di Talamone, sperando di poterne raccogliere qualche briciola.
 
Le associazioni ambientaliste continueranno a difendere la integrità della Maremma, confortante nella sempre maggiore presa di coscienza dei cittadini: ma auspicano che anche le istituzioni – Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto, Soprintendenza per i beni archeologici di Firenze, Regione Toscana, Provincia di Grosseto, Ente parco della Maremma – siano maggiormente presenti ed attente in una vicenda che rischia di deturpare per sempre uno dei paesaggi più belli del Tirreno.
 
ALT, Comitato per la Bellezza, Comitato Terra di Maremma, Italia Nostra, Legambiente,  Maremma Viva, MAREVIVO, Rete dei Comitati per la difesa del Territorio, WWF Italia.
 
Per informazioni WWF Toscana 055.477876  320.4450154