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Ischia, Marevivo: serve un rispetto maggiore del territorio

ROMA - Marevivo invita a una riflessione profonda sui motivi che sono alla base della tragedia di Ischia. “Quello che è successo  - dichiara il presidente Rosalba Giugni - è frutto della mancanza di rispetto dell’uomo nei confronti della natura, che a un certo punto inevitabilmente si ribella”. Da anni l’associazione ambientalista si batte contro l’inquinamento nel Golfo di Napoli e ha recentemente riunito a Capri i sindaci dei comuni che vi si affacciano per mettere in campo proposte concrete per superare l’emergenza. “La frana di Ischia, l’erosione costiera, l’inquinamento del fiume Sarno, la distruzione delle praterie di posidonia e il cattivo funzionamento dei depuratori di Cuma - sostiene la Giugni - sono problemi diversi che hanno però un’origine comune: lo sfruttamento indiscriminato del territorio”. La distruzione dell’ecosistema, conclude, “potrebbe avere ricadute tragiche anche sull’indotto economico che deriva dalla pesca e dal turismo”.
La Protezione Civile della Regione Campania si è schierata al fianco di Marevivo in questa battaglia. “Quello di Ischia – spiega l’Ing. Bruno Orrico, capo dipartimento della Protezione Civile – è un territorio a forte rischio sismico e frequentemente soggetto ad alluvioni”. L’obiettivo immediato è “garantire la sicurezza della zona in cui si è verificata la frana”, ma allo stesso tempo è necessaria una riflessione più generale che porti a un “maggior rispetto” di un territorio nel quale sono state costruite abitazioni in modo “spesso indiscriminato”.      

Ufficio Stampa Marevivo
ufficiostampa@marevivo.it
Patrizia Renzetti
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