menu di scelta rapida

page image

torna al menu di scelta rapida

La revisione del divieto Europeo sul finning è un’opportunità per eliminare le scappatoie

La Commissione Europea presenta le opzioni di modifica al Regolamento 

Shark Alliance sostiene l’opzione di modifica al divieto Europeo sul finning che richiederebbe lo sbarco degli squali con le pinne “naturalmente attaccate”. Questa opzione è inserita in un documento di consultazione pubblica presentato oggi dalla Commissione Europea, quasi due anni dopo che la stessa Commissione si era impegnata a rafforzare il divieto sul finning – la pratica che consiste nel tagliare le pinne dello squalo per poi gettarne il corpo in mare.
 
Le scappatoie esistenti nell’attuale Regolamento Europeo, adottato nel 2003, danno la possibilità ai pescatori di tagliare le pinne, - si stima a due squali su tre -  senza essere scoperti o puniti. La Commissione sta raccogliendo i contributi su tre opzioni di modifica del Regolamento, due delle quali rafforzerebbero sostanzialmente l’attuale Regolamento.
 
Per troppo tempo l’UE ha lasciato un varco aperto al finning” dice Uta Bellion, Direttore del Programma Marino Europeo del Pew Environment Group e coordinatore Europeo di Shark Alliance. “Questa consultazione potrebbe portare ad un sostanziale miglioramento del Regolamento  se, in particolare, venisse adottata l’unica opzione realmente efficace per prevenire la pratica del finning – ovvero vietare del tutto la rimozione in mare delle pinne degli squali.”

Molti scienziati concordano sulla richiesta di obbligo di sbarco degli squali con le pinne “naturalmente attaccate”, sicuramente il metodo migliore per far rispettare i divieti sul finning. Questa politica non solo avrebbe come risultato un’applicazione più incisiva del Regolamento, ma permetterebbe anche la raccolta di informazioni sulle specie e sulle quantità di squali sbarcati, fondamentale per stimare e gestirne le popolazioni.
 
Shark Alliance ha evidenziato a lungo le inadeguatezze del divieto di finning in Europa e parteciperà attivamente alla consultazione pubblica della Commissione, che si avvia oggi, 15 novembre. La Commissione intende inviare, il prossimo anno, al Consiglio europeo e al Parlamento una proposta formale di revisione del Regolamento.
 
Contatto per comunicazione e media:
Per maggiori informazioni, interviste in Inglese, Francese, Spagnolo, Italiano e Tedesco o B roll, contattare cortesemente
Sophie Hulme: Tel: +44 (0) 7973 712 869
E-mail:sophie@communicationsinc.co.uk

 
Note agli editori:

Shark Alliance è una coalizione di oltre 100 organizzazioni di ricerca, associazioni ambientaliste e ricreative impegnate per migliorare le politiche internazionali per la conservazione degli squali 
 
Shark Alliance è stata fondata ed è coordinata dal Pew Environment Group, il ramo del Pew Charitable Trusts che si occupa di tutela dell’ambiente, un’organizzazione non governativa che opera per porre fine alla pesca eccessiva nelle acque di tutto il mondo. Per maggiori informazioni visitate il sito: www.sharkalliance.org.

La Commissione Europea, nel febbraio del 2009, si impegnò pubblicamente a rafforzare il divieto sul finning, con la pubblicazione del Piano d’Azione per gli squali della Comunità Europea.

Nell’aprile del 2009, nelle Conclusioni ufficiali sul Piano d’Azione per gli squali, il Consiglio Europeo dei Ministri della Pesca evidenziò la necessità di emendare il divieto di finning come prioritario.

Sebbene il Regolamento Europeo sul finning proibisca la rimozione delle pinne di squalo in mare, una deroga permette agli Stati membri di concedere ai pescatori autorizzazioni speciali che consentono di “lavorare” gli squali pescati, e perciò rimuovere le pinne a bordo dei pescherecci. Negli ultimi anni Germania e Regno Unito hanno bloccato la concessioni di queste autorizzazioni. Attualmente solo la Spagna e il Portogallo continuano a concederle. Nel 2003, in un tentativo di prevenire la pratica del inning - di fatto autorizzata da questi permessi - i responsabili della pesca dell’UE adottarono un rapporto massimo di corrispondenza tra pinne e carcassa: tali rapporti vengono utilizzati per assicurare che la quantità di pinne sbarcate sia proporzionata alla quantità delle carcasse sbarcate. Il rapporto UE del 5% sul peso totale,  risulta essere più alto e più permissivo rispetto a quello degli altri Paesi. Inoltre è due volte maggiore di quello verificato su base scientifica, lo standard dell’IUCN, dando in teoria la possibilità di spinnare fino a due su tre squali catturati nelle acque europee o da pescherecci europei. Oltre a questo, è attualmente legale per le barche Europee sbarcare pinne e carcasse in porti diversi. Questa ulteriore scappatoia complica l’applicazione del Regolamento e indebolisce la  politica di gestione degli squali, già di per sè debole.

Copia del documento di consultazione scaricabile a questo link:
http://ec.europa.eu/fisheries/partners/consultations/shark_finning_ban/index_en.htm