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Marevivo dice no alla pesca del novellame

Marevivo, Legambiente Sicilia, WWF, LAV: sulla pesca del novellame necessario intervenire prontamente
Marevivo, Legambiente, WWF e LAV hanno oggi formalmente chiesto l’intervento dell’Assessorato Regionale alla Pesca. In assenza di una sollecita risposta, le Associazioni si preparano a chiedere alla UE il ricorso alle procedure di infrazione nonché l’esigibilità del conseguente danno ambientale
La pesca di novellame, la cosiddetta neonata - autorizzata con decreto del 6 febbraio 2006 ‘Disposizioni relative alla pesca professionale del novellame di sardina e del rossetto per l'anno 2006’ - è causa di grave depauperamento per i mari della nostra isola dai già precari equilibri ecologici marini.
Tale pratica, non in linea con gli intendimenti e gli adempimenti né con i regolamenti comunitari che regolamentano le pesche speciali (1626/94 e 1627/94) né con i decreti nazionali in materia, ha, per di più, fatto rilevare ultimamente una pesante flessione con rilevanti conseguenze sull’economia ittica e di filiera, sull’industria di salagione e sul costo al consumo.
Marevivo, Legambiente Sicilia, WWF e LAV hanno scritto all’Assessorato Regionale Pesca chiedendo formalmente di vietare tale tipo di pesca e comunque, in subordine, tenuto conto della difficoltà interpretativa dello strumento normativo, di promulgare immediatamente agli organi di vigilanza e controllo una circolare chiara che riassuma in forma esplicita i limiti di tale attività: dimensione e tonnellaggio delle imbarcazioni autorizzate, documentazione necessaria, attrezzi ed aree di pesca consentiti, limiti orari e batimetrici a tale attività, zone ed aree interdette alla pesca, norme igienico sanitarie e commerciali, sollecitando tali organi ad implementare la vigilanza ed il controllo nel periodo di pesca consentito sanzionando i contravventori col ritiro dell’autorizzazione.
Le Associazioni hanno, inoltre, richiesto che vengano posti in essere i controlli al fine di verificare che non venga pescata e commercializzata neonata di acciuga e di altre specie non consentite e che non siano consentite ulteriori proroghe temporali od estensioni delle aree interessate.
In assenza di tali dispositivi Marevivo, Legambiente Sicilia, WWF e Lav, agendo a tutela del patrimonio ittico, della biodiversità e dell’ambiente, chiederanno all’Unione Europea, al TAR ed alla Corte dei Conti la sospensione del decreto ed il ricorso alle procedure di infrazione nonché l’esigibilità del conseguente danno ambientale.