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Marevivo: dopo la tragedia di 'Costa Concordia', stretti off limits per le grandi navi

L’immane tragedia che si è verificata al Giglio, con l’incredibile naufragio della “Costa Concordia”, ripropone per Marevivo il tema della difesa del mare e del suo ecosistema, oltre che naturalmente - come si è verificato in questo caso - della salvaguardia della stessa vita umana.
Senza voler anticipare i risultati delle inchieste, sembra evidente che la diffusa e comprovata pratica di far passare le grandi navi da crociera troppo vicino alle coste, per creare effetti scenografici sia a bordo che a terra, mal si concilia con la sicurezza delle stesse navi e dell’ambiente marino.
Nel caso della “Costa Concordia”, inoltre,  la nave è passata nel canale tra l’Argentario e l’isola del Giglio dove, anche nottetempo, è fitto il traffico di traghetti, pescherecci e piccoli natanti. Il che lascia immaginare quali altri tipi di tragedia potrebbero innescare scelte di navigazione così disinvolte.
Sulla  necessità di rendere “off limits” alle grandi navi gli stretti, Marevivo ha da sempre richiamato l’attenzione delle autorità, specie quando si tratta di stretti frequentati, che per di più incidono - come ad esempio il canale di Piombino, quello del Giglio, lo stretto di Bonifacio - sull’ecosistema o fanno addirittura parte del ‘Santuario dei Cetacei’. Il quale santuario, sia detto per inciso, rimane purtroppo più un’affermazione di  principio che un oggetto di reale tutela.
Il naufragio della “Costa Concordia”, che è costato un inaccettabile costo di vite umane, rischia adesso di provocare anche enormi danni all’ambiente marino. L’immenso relitto ha a bordo 2.400 tonnellate di carburante, che dovrà velocemente essere pompato su bettoline per evitare inquinamenti.
L’intero relitto è altamente inquinante e la sua rimozione richiederà pratiche delicate, rischiose e a lungo termine, che Marevivo auspica siano attuate al più presto con tutta la professionalità che l’Italia del mare, quando vuole, sa offrire. Sperando che non sia necessario, è già pronta ad intervenire la flotta anti inquinamento di Castalia che il Ministero dell’Ambiente, in virtù della convenzione in atto, ha già provveduto ad allertare.
Nella tragedia, Marevivo non può che esprimere tutto il suo apprezzamento e  una commossa riconoscenza ai tanti che si sono prodigati nel salvataggio degli oltre quattromila naufraghi: le forze di sicurezza, i vari corpi coordinati dalla Guardia Costiera, i vigili del fuoco, i  sommozzatori. Ma, in particolare, il plauso va agli abitanti dell’isola del Giglio, che nel vero spirito degli uomini di mare hanno aperto case e chiese, si sono letteralmente buttati in acqua con barche e barchette, offrendo una riprova che la generosità dei cittadini riscatta anche la più grande, colpevole e misteriosa delle venture di mare.
Ufficio Stampa Marevivo (3381090669)