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Marevivo libera da una rete abbandonata la secca di “Banco scosso” a Panarea

MESSINA  - Alla vigilia della sua XI Campagna Internazionale "Mediterranean Freedolphin" contro la pesca illegale, l’associazione ambientalista Marevivo ha messo a punto l’operazione "Reti da ripescare" a Panarea. Dopo Salina 2003, Milazzo 2004, Lampedusa 2005, i subacquei della divisione sub dell’associazione ambientalista sono tornati nelle Eolie per liberare la secca di Banco Scosso da una rete abbandonata di circa 200 metri che l’avvolgeva continuando a catturare pesci e compromettendo in maniera grave la vita bentonica del sito, proprio perché queste reti fantasma desertificano irrimediabilmente il fondale su cui sono appoggiate causando un forte impatto ambientale.

La secca di "Banco Scosso", teatro dell’operazione si trova a due miglia da Panarea tra i 22 e i 70 metri di profondità.

Per portare in superficie il corpo estraneo e depositarlo a bordo del rimorchiatore "Brucoli", messo a disposizione dalla Società Augustea specializzata in trasporto e soccorso marittimo, è stato necessario l’intervento di 13 subacquei, coordinati da Alfonso Perri responsabile nazionale della divisione sub di Marevivo, che in 12 ore di impegnativo lavoro, con un’operazione "chirurgica" hanno prima staccato la rete dal fondale, poi, per sollevarla, ne hanno agganciato le estremità a 20 palloni con diversa capacità di spinta (20-50-200 chilogrammi), ed a conclusione c’e stato il taglio che ha definitivamente reso libero il banco.

Ospite gradito un rosso granchio di fondale che le maglie della rete hanno per sempre segnato sul carapace e rimesso in mare tra gli applausi dei presenti.

L’intervento è stato reso possibile dalla fattiva collaborazione della Società Augustea , dell’AGCI-AGRITAL del Gruppo Subacqueo dei Carabinieri, della Guardia Costiera e grazie al sostegno per la parte logistica del Centro Diving di Salina, del ristorante "Da Pina", dell’Hotel Lisca Bianca, della Siremar, di Maggiore Noleggi e degli operatori dell’isola.

"Tolleranza zero - dice Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo - per la pesca illegale, una strage che deve essere arrestata. La nostra Associazione con tutte le sue energie scende in campo sia per liberare il mare dai corpi estranei, come la rete di Panarea, che continuano a fare danni, sia per coinvolgere l’opinione pubblica, le istituzioni,e gli operatori della pesca nell’essere più consapevoli dell’importanza della tutela della biodiversità, vera ricchezza del nostro mare"