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MAREVIVO - WWF - Associazione SALVIAMOLARGENTARIO


Sentenza di Condanna per i reati effettuati a Torre Ciana - Argentario
Vittoria della difesa Ambientale e Paesaggistica
Inapplicabilità della “sanatoria ambientale”
Il Tribunale di Grosseto (Sez. di Orbetello) ha emesso il 15 febbraio 2006 una importantissima sentenza in cui il Giudice riconosce la responsabilità dei reati ascritti agli imputati (il proprietario, il direttore e l’esecutore dei lavori), li condanna a sei mesi di arresto con la sospensiva e ordina il ripristino dello stato originario dei luoghi a cura e spese dei condannati, subordinando la concessione del beneficio della sospensiva della pena, al ripristino entro 120 gg.
I reati attribuiti agli imputati riguardano la realizzazione di lavori abusivi, in quanto realizzati in totale difformità dalla concessione edilizia, e in una zona sottoposta a numerosi vincoli (paesaggistici, ambientali, naturalistici e idrogeologici).
Ricordiamo che tali lavori hanno comportato l’esecuzione di scavi, sbancamenti e l'abbattimento di arbusti e vegetazione arborea protetta, per creare una nuova rete viaria nella zona più selvaggia e più bella dell’Argentario: il Promontorio di Torre Ciana.
La rilevanza degli interventi effettuati è stata tale da costituire, per le sue caratteristiche e dimensioni, un devastante ed irreversibile danneggiamento del paesaggio e dell’habitat naturalistico esistente, in grado inoltre di modificare l'equilibrio delle superfici e della vegetazione, determinando così un aggravamento del rischio idrogeologico già presente nella zona.
Tali abusi sono stati denunciati dalle nostre Associazioni Ambientaliste con due Esposti alla Procura della Repubblica di Grosseto, tanto da portare all’apertura del processo.
La società proprietaria, nonostante un’ingiunzione di rimessa in pristino emessa dal Comune, ha proseguito indisturbata i lavori, avanzando, tra l’altro, una richiesta di sanatoria per gli abusi attraverso un progetto di “Variante in corso d’opera” che, stranamente, ha ottenuto il parere favorevole da parte del Comune di Monte Argentario.
Al crescendo di lavori ed opere, ben oltre quanto previsto dai progetti presentati e certamente ingiustificati ed avulsi dal vero restauro della Torre, si sono contrapposti ripetuti sopralluoghi da parte degli Enti preposti alla tutela, che si tramutarono in formali atti di annullamento, di opposizione, e di diniego da parte rispettivamente della Soprintendenza di Siena, del Corpo Forestale dello Stato di Grosseto e dell’Ufficio del Vincolo Idrogeologico della Provincia di Grosseto. Le fondamentali e validissime testimonianze dei rappresentanti di tutti gli Enti di tutela e delle nostre Associazioni, hanno senz’altro determinato il buon esito del processo.
È quindi con grande soddisfazione che rileviamo come sia stata riconosciuta come prioritaria l’esigenza della tutela di un bene di elevata valenza ambientale e paesaggistico quale è il Promontorio di Monte Argentario.
È questa una delle prime sentenze che affronta la responsabilità penale in materia paesaggistica dopo l’emanazione della L. 308/04, che prevede l’estinsione del reato per i lavori abusivi effettuati in zone vincolate paesaggisticamente se risultano compatibili con il paesaggio.
Riteniamo che questa sentenza sia un fondamentale precedente per la difesa e la tutela del Paesaggio italiano perché stabilisce l’inapplicabilità della sanatoria ambientale, così come prevista dalla L.308/2004.
Infatti il Giudice, nonostante la richiesta da parte degli imputati, non ha acconsentito alla sospensione del processo, ed è andato direttamente a condanna, ritenendo più che sufficienti le testimonianze e le perizie riportate dall’Avvocato di parte civile.
I vincoli gravanti sull’area, sia ambientali che paesaggistici che idrogeologici, sono stati pertanto riconosciuti di forza tale da giustificare l’inapplicabilità della sanatoria.
Ci auguriamo che i lavori di effettiva messa in pristino dei luoghi e quelli che si vorranno effettuare per il restauro della Torre Ciana vengano realizzati nel rispetto della normativa e della tutela di un bene storico di inestimabile bellezza e valore.
Purtroppo il progetto a noi noto dei lavori previsti sulla torre presenta diversi aspetti di “non veridicità” che rischiano di far diventare il “restauro” della Torre Ciana un’ulteriore scempio paesaggistico!
Nell’interesse di tutta la collettività, continueremo dunque a controllare gli sviluppi della situazione tenedo debitamente informata l’opinione pubblica.