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NIENTE LEGHE SOTTO I MARI 2008

PARTE LA 2A EDIZIONE DELLA CAMPAGNA DI MAREVIVO E COBAT
PER IL RECUPERO DEI RIFIUTI PERICOLOSI NEI FONDALI DEI PORTI ITALIANI

Nel 2008 interventi di recupero ad Ortona, Porto S. Stefano e Ponza

Un contributo concreto alla protezione dell’ecosistema marino  
Impegnarsi per proteggere l’ecosistema marino dai rifiuti pericolosi come le batterie al piombo esauste, monitorare ed effettuare interventi di recupero, sensibilizzare per migliorare i comportamenti nei confronti del mare. Obiettivi precisi ed impegnativi, perseguiti con grande entusiasmo dall’Associazione Ambientalista Marevivo e Cobat - il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste – nella campagna “Niente Leghe sotto i mari”, per il monitoraggio e la pulizia dei fondali portuali italiani, di cui parte la seconda edizione.
Con la collaborazione del Comando Generale delle Capitanerie di Porto e sotto il patrocinio del Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare partono, quindi, le attività 2008 della campagna, che riguarderanno i porti di Ortona (CH), Porto Santo Stefano (GR) e Ponza (LT). La divisione sub di Marevivo si immergerà per effettuare operazioni di monitoraggio e pulizia dei fondali, con particolare attenzione alla batterie al piombo esauste, contenenti piombo ed acido solforico, componenti altamente pericolosi ed inquinanti.
I risultati del 2007 e la campagna 2008  
Nella 1a edizione della campagna è stata di oltre 1.000 kg la quantità di sole batterie esauste raccolte nelle giornate di recupero nei porti di Lipari, Formia e Pozzuoli. Località con una economia basata su pesca, turismo e trasporti, nei loro porti nascondevano anche una quantità sorprendente di rifiuti urbani, come pneumatici per auto, sedie e bottiglie in plastica, passeggini da neonato, taniche in metallo, ancore, reti, cime da pesca e persino un cassonetto per la raccolta differenziata.
Nel 2008, invece, sono previsti interventi ad Ortona, ampio ed antico porto a funzione commerciale e turistica, con una buona attività cantieristica, che presenta 2 banchine destinate alla pesca, con un totale di 80 punti di attracco; Porto Santo Stefano, suggestivo borgo marinaro sulla costa orientale dell'Argentario ed attrezzato porto turistico, in cui ogni estate fanno scalo migliaia di imbarcazioni da diporto; Ponza, durante l'estate meta di turisti, in gran parte provenienti dal Lazio e dalla Campania, ancora oggi nei fondali limitrofi presenta resti archeologici di costruzioni e frammenti di anfore latine e greche.
Tali località sono state scelte non solo per gli elevati traffici di turismo e pesca, che implicano potenzialmente un elevato numero di batterie al piombo esauste, ma anche su segnalazioni dirette dei cittadini, a testimonianza che l’interesse verso la tutela del mare è forte e sentito.
Il rischio per il mare derivante dai rifiuti piombosi  
Il mare, infatti, costituisce un ecosistema particolarmente esposto alla contaminazione da parte di alcuni composti tossici contenuti negli accumulatori al piombo; in particolare l’impatto in termini di tossicità potenziale a lungo termine sull’ecosistema marino derivante dal rilascio di batterie in mare può arrivare ad essere fino a 10.000 volte più alto rispetto ad altri ambienti, con un effetto tossico a larga scala sugli organismi viventi, incluso l‘uomo. Inoltre, l’ingresso del piombo nella catena alimentare marina può causare fenomeni di accumulo e bio-magnificazione, a seguito dei quali risulta compromessa anche l’integrità delle risorse ittiche a fini alimentari.
Un tavolo di lavoro permanente 
Per questo Cobat e Marevivo condividono il programma di attività con un tavolo di lavoro permanente, composto da rappresentanti dei due enti promotori e da tutti i soggetti istituzionali territoriali interessati (Province, Comuni, Autorità Marittime e Forze dell’Ordine).
La divisione subacquea di Marevivo si occupa del monitoraggio dei fondali dei porti, della pianificazione del piano di recupero ed il Cobat assicura - attraverso l’intervento dei propri raccoglitori di zona - il coordinamento dell’operazione, la raccolta e l’invio a riciclo dei rifiuti.
La collaborazione del Comando Generale delle Capitanerie di Porto permette tutte le autorizzazioni necessarie e le disposizioni di sicurezza nelle fasi di intervento nelle acque dei porti. Tutte le attività vengono programmate e si avvalgono per le operazioni di scandaglio di un piccolo robot: ROV, un occhio filoguidato in grado di inabissarsi fino a 100 metri di profondità e di inviare in diretta, su un monitor a terra, le immagini dei fondali ispezionati, un valore aggiunto dal punto di vista di un’indagine qualitativa e quantitativa sullo stato dei fondali dei nostri porti.
Unitamente ad un dossier completo sulle attività svolte, tutto il materiale viene consegnato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, un importante punto di partenza per la creazione di una banca dati - arricchita anche da numeroso materiale fotografico e filmato - sullo stato del mare nei porti italiani
Giancarlo Morandi, Presidente Cobat 
Mantenendo fede all’impegno annunciatoha affermato Giancarlo Morandi, Presidente del COBAT l’edizione 2007 ha dato un contributo concreto per il recupero delle aree portuali interessate, ma ha costituito anche un’importante occasione di sensibilizzazione dei cittadini e degli stessi utenti del mare, sotto gli occhi dei quali si sono svolte le attività dei sub. Un doppio obiettivo che rappresenta un esempio del modo di operare del Cobat per il quale ci impegneremo anche nel 2008, anno in cui ricorre il Ventennale del Consorzio. Da 20 anni, infatti, il Cobat opera su tutto il territorio nazionale, dai rifugi alpini alle zone costiere, e campagne come “Niente Leghe sotto i mari”, sono la testimonianza pratica di un impegno quotidiano verso la protezione dell’ambiente e della salute.”
Rosalba Giugni, Presidente Marevivo 
I risultati della campagna 2007 ottenuti dalla task force nata dalla collaborazione tra la divisione sub di Marevivo e il Cobat, ci spingono a continuare lungo il cammino intrapresoha affermato Rosalba Giugni, Presidente di MarevivoSe pensiamo a quell’oceano di plastica, costituito da 100 milioni di tonnellate di rifiuti, che naviga nel Pacifico e che solo oggi fa notizia, ci rendiamo conto che è fondamentale stimolare la coscienza dell’opinione pubblica e compiere attività concrete come la nostra per la differenziazione e il riciclaggio dei rifiuti, azioni indispensabili per la vita del nostro pianeta.”


UFFICIO STAMPA MAREVIVO
Elena Santoro
06 3202949 – 3384173150
ufficiostampa@marevivo.it

UFFICIO STAMPA COBAT: Hill & Knowlton Gaia
Maria Luisa De Petris 06 441640335-               335 5640826       
Angelica Mormando, 06 441640308-               340 1037602       
ufficiostampa@cobat.it