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Niente Leghe sotto i Mari a Pozzuoli/2

Concluse le operazioni di pulizia nella Darsena dei Pescatori.
Nasse, pneumatici, vetro, plastica, tubi in metallo, pezzi di motore,
ma soprattutto 22 batterie al piombo esauste: 6 quintali di rifiuti pericolosi
che non inquineranno più il mare


Pozzuoli (NA), 27 ottobre 2007 – ore 13,00

I rifiuti recuperati: la conferma dell’inquinamento dell’area 
Si sono concluse poco fa le attività di recupero rifiuti nella Darsena dei Pescatori del porto di Pozzuoli, operazione promossa da Cobat – il Consorzio Obbligatorio Batterie esauste – e dall’associazione ambientalista Marevivo.
Quantità e qualità dei rifiuti recuperati hanno confermato lo stato di inquinamento dell’area, dove sono stati al lavoro per tutta la mattina 12 sub dell’associazione Marevivo insieme al Nucleo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco e della Polizia di Stato, la Base Navale Nisida Polizia Penitenziaria, la Risorsa Mare del Comune di Napoli, Nereidi Diving, il Consorzio Campano Assodiving Flegreum e l’associazione CulturaAvventura.it.
Ecco una sintesi del materiale recuperato:
• 22 batterie esauste
• 11 pneumatici
• pezzi di motore
• 1 radio
• cassette in plastica e polistirolo
• reti e lenze
• bottiglie in vetro e plastica
• 25 nasse
• tubi in metallo e plastica
• mattoni
insieme ad un’ampia quantità di altri rifiuti di ogni genere, in plastica, vetro e metallo.

Le batterie esauste recuperate: un grande risultato di recupero ambientale 
Ma sono soprattutto le batterie recuperate a dare la dimensione dell’inquinamento sofferto dall’area di porto, perlustrata anche attraverso il ROV, una telecamera subacquea manovrata a distanza che ha documentato lo stato del fondale ed il lavoro svolto.
Le batterie al piombo sono, infatti, rifiuti pericolosi, che costituiscono un grave rischio per l’ambiente e salute in particolare per il contenuto di piombo ed acido solforico che disciolto in acqua può arrivare fino alle nostre tavole attraverso il pesce che mangiamo.
Con questa operazione – di concreto recupero, ma soprattutto forte valore simbolico – il Cobat prosegue nel proprio impegno per l’informazione e la sensibilizzazione su questo tema cruciale per l’ambiente naturale.
Soddisfatti per l’esito della giornata il Presidente del Cobat, Giancarlo Morandi e il Direttore Generale di Marevivo, Carmen di Penta, presenti a Pozzuoli che hanno incontrato i molti giovani presenti, provenienti dalle scuole del territorio per i quali sono state organizzate lezioni di educazione ambientale dai biologi di Marevivo e dagli esperti del Cobat.

Giancarlo Morandi, Presidente Cobat 
Cobat rappresenta oggi una rete pienamente efficiente per il monitoraggio e la gestione dei rifiuti pericolosi costituiti dalle batterie al piombo esauste su tutto il territorio nazionale - ha aggiunto Morandi - ma resta per noi grande l’impegno per l’intercettazione di quella parte di batterie che ancora non si inseriscono nella nostra rete di raccolta e costituiscono un potenziale grave rischio per l’ambiente e la salute. Niente leghe sotto i mari è un segno concreto di questo impegno - ha concluso - con l’obiettivo di ridurre il rischio di inquinamento ed incidere sui comportamenti grazie ad interventi di recupero e di sensibilizzazione come quello di oggi”.

Carmen di Penta, Direttore Generale Marevivo 
Purtroppo, anche nel porto di Pozzuoli l’incuria, l’inciviltà ed i comportamenti sbagliati dell’uomo hanno richiesto un grande impegno e molto lavoro da parte dei nostri subacquei. Per noi queste iniziative rappresentano un momento importante per far crescere nella coscienza dei cittadini il rispetto e la tutela del mare cominciando soprattutto dalle nuove generazioni verso le quali dirigiamo il nostro impegno. Anche a Pozzuoli numerose scolaresche guidate dai biologi di Marevivo hanno seguito, infatti, lo svolgimento delle operazioni di recupero per comprendere quanto importante sia per la salute dell’uomo la tutela dell’ecosistema marino”.

Una giornata di festa per la comunità locale 
I ragazzi hanno partecipato a questa giornata sono un bell’auspicio per il futuro di questa città – ha sottolineato il Viceprefetto Salvatore Melfi, presente in rappresentanza del comune di Pozzuoli – in una giornata che costituisce, per la sinergia tra i tanti soggetti presenti, un segnale concreto di una comunità che vuole riappropriarsi del proprio mare”.
Sergio Castellano – Comandante della Capitaneria di Porto di Pozzuoli – ha sottolineato “l’importanza dell’iniziativa realizzata, anche per il contesto storico, archeologico ed architettonico in cui si è svolta; un’operazione a cui la Capitaneria è stata molto lieta di dare il proprio contributo”.
Il mercato del pesce di Pozzuoli – ha ricordato ancora il Comandante Castellano - si colloca per importanza al 3° posto in Italia e tra i primi in Europa; accoglie le marinerie di Procida, Ischia, Salerno ed Ercolano, traffico cui si deve aggiungere quello passeggeri e merci per le isole del Golfo: un quadro che ci dà la dimensione dell’emergenza ambientale che tale situazione genera se non è possibile contare su un contributo di responsabilità e rispetto del mare da parte di tutti”.

Francesco Emilio Borrelli, Ass. Agricoltura, Parchi ed Aree protette Provincia di Napoli 
Con la sua presenza, l’assessore alle Aree Protette della Provincia di Napoli, Francesco Borrelli, ha sottolineato l’appoggio e l’attenzione del contesto politico locale per l’iniziativa di Cobat e Marevivo:
Negli ultimi anni – ha affermato l’Assessore - grazie alla collaborazione dei volontari della protezione civile, abbiamo organizzato diverse pulizie dei fondali del golfo di Napoli e, spesso, tra i quintali di rifiuti recuperati ogni volta, c’erano molte batterie esauste, proprio per questo – ha aggiunto Borrelli - è importante che oggi abbiano avuto un ruolo importante l’Associazione Ambientalista Marevivo ed il COBAT”.
Spesso le persone si liberano dei rifiuti pericolosi gettandoli dove capita, anche perché non sanno come smaltirli: ecco perché è importante anche comunicare l’esistenza di metodi di smaltimento compatibili con l’ambiente” ha aggiunto, sottolineando che “in ogni caso, chi usa il mare come una pattumiera dimostra la sua insensibilità e la sua inciviltà perché non si rende conto che, inquinando il mare, inquina la sua vita e quella di tutti noi”.

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