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NIENTE LEGHE SOTTO I MARI: Marevivo e Cobat insieme per il recupero dei rifiuti pericolosi nei fondali dei porti italiani

Parte la campagna di monitoraggio e recupero per la protezione dell’ecosistema marino e della salute pubblica, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e in collaborazione con il Comando Generale delle Capitanerie di Porto.

Un intervento diretto a tutela dell’habitat marino
Monitoraggio, studio e definizione di interventi di recupero dei rifiuti, mettendo insieme tutti i soggetti responsabili della tutela dell’ambiente marino: questi i tratti principali che descrivono la sostanza dell’iniziativa messa in campo da Marevivo – l’associazione ambientalista attiva dal 1985 in tutto il territorio nazionale e anche all’estero – e Cobat – il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste – con la collaborazione del Comando Generale delle Capitanerie di Porto e presentata oggi a Roma con la partecipazione del Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio.
La campagna, sotto il patrocinio dello stesso Ministero, punta a dare un contributo concreto alla protezione dell’ecosistema marino dai rifiuti e in particolare dalla dispersione dei componenti inquinanti presenti all’interno degli accumulatori esausti abbandonati nei fondali dei porti, in particolare piombo ed acido solforico. La pericolosità di queste sostanze inquinanti per l’ambiente e la salute assume particolare rilievo proprio per il ruolo di conduttore costituito dall’acqua, una situazione che può portare anche al rischio di ingresso del piombo nella catena alimentare marina, e quindi un rischio diretto per la salute umana.

Struttura e avvio della campagna 2007
Sulla base di un programma di attività condiviso da un tavolo di lavoro permanente, composto da rappresentanti dei due enti, che coinvolgerà anche tutti i soggetti istituzionali territoriali (Province, Comuni, Autorità Marittime e Forze dell’Ordine), Marevivo, attraverso la propria divisione subacquea, effettuerà il monitoraggio dei fondali dei porti, per arrivare poi alla pianificazione di un eventuale piano di recupero ed invio a riciclo dei rifiuti, che sarà coordinato dal Cobat attraverso operatori accreditati sul territorio e con l’installazione a propria cura di strutture dedicate per la raccolta delle batterie al piombo esauste. La collaborazione del Comando Generale delle Capitanerie di Porto assicurerà il collegamento con le Autorità Marittime interessate nei diversi siti, perché la piena partecipazione di tutti questi soggetti assicuri il migliore risultato alle attività concordate, inquadrandole nel contesto più generale della pianificazione e gestione delle aree portuali.
Tutte le attività saranno programmate e documentate, anche attraverso materiali filmati, dando all’iniziativa anche un valore aggiunto dal punto di vista di un’indagine qualitativa e quantitativa sullo stato dei fondali dei nostri porti.
Lipari, Pozzuoli e Formia: partiranno da qui le attività previste per il 2007 dalla campagna di Marevivo e Cobat, che stanno già avviando i contatti con gli interlocutori locali competenti; si tratta di località che, nel panorama nazionale, sono rappresentative della varietà di ambiente naturale e della vocazione economica (pesca, turismo, trasporti).

Il rischio derivante dai rifiuti piombosi
Come già affermato, il mare costituisce un ecosistema particolarmente esposto alla contaminazione da parte di alcuni composti tossici contenuti negli accumulatori al piombo; in particolare – come emerge da uno studio specifico commissionato dal Cobat ed in corso di sviluppo – l’impatto in termini di tossicità potenziale a lungo termine sull’ecosistema marino derivante dal rilascio di batterie in mare può arrivare ad essere fino a 10.000 volte più alto rispetto al loro corretto recupero, con un effetto tossico a larga scala sugli organismi viventi, incluso l‘uomo. Inoltre, l’ingresso del piombo nella catena alimentare marina può causare fenomeni di accumulo e bio-magnificazione, a seguito dei quali risulta compromessa anche l’integrità delle risorse ittiche a fini alimentari. Per questo da tempo il Cobat ha assunto la nautica come un settore di sempre maggiore impegno della propria attività di raccolta e invio a riciclo delle batterie esauste. Ancora sensibile è, infatti il fenomeno della dispersione in mare di accumulatori esausti.

Informazione e sensibilizzazione dei cittadini
Infine, è parte integrante delle attività oggetto di accordo, un’attività di informazione e sensibilizzazione degli utenti portuali e dei cittadini perché un comportamento responsabile da parte di ciascuno contribuisca al miglioramento progressivo dei risultati di raccolta e gestione dei rifiuti, in particolare di rifiuti pericolosi come le batterie al piombo esauste. Un’attività che seguirà, itinerante lungo i porti turistici del nostro Paese, il programma di indagine e recupero descritto, in un dialogo continuo e diretto con il territorio ed i suoi cittadini.

DICHIARAZIONI
“Sono particolarmente entusiasta di affrontare questa sfida che vede Marevivo e Cobat insieme in un progetto comune” - dice Rosalba Giugni Presidente di Marevivo – Nella campagna Niente leghe sotto i mari la divisione sub, il braccio operativo della nostra Associazione, sarà impegnata ancora una volta con i suoi volontari in un’operazione diretta di tutela del nostro mare, recuperando le batterie abbandonate che, rilasciando piombo e acido solforico, minacciano la salute dell’ecosistema marino e conseguentemente dell’uomo.
E se di fondamentale importanza è intraprendere questa operazione di recupero - prosegue Rosalba Giugni - ancora più importante ed efficace è sensibilizzare l’opinione pubblica a non considerare il mare come un “grande tappeto” sotto il quale nascondere i nostri rifiuti. Il danno prodotto con grande superficialità da un uomo necessita del lavoro di molti per essere riparato e non sempre con successo”.

“L’efficienza e l’efficacia del sistema di raccolta ed invio a recupero dei rifiuti piombosi rappresentato dal Cobat, come confermato dai dati di attività 2006 – ha affermato il Direttore Generale del Cobat, Michele Zilla – ci spingono sempre più decisamente ad agire in particolare in quelle nicchie di dispersione che, come quella legata all’uso in ambito nautico, ancora gravano, con rischi potenziali rilevanti, sul patrimonio ambientale del nostro Paese.
Questa iniziativa – ha aggiunto Zilla – per la sua articolazione ed il coinvolgimento di tutti i soggetti responsabili della gestione delle aree portuali, si afferma come una positiva esperienza di collaborazione tra pubblico e privato, necessaria e fondamentale per andare incontro al cittadino e traguardare importanti risultati di protezione dell’ambiente e della salute”.

UFFICIO STAMPA MAREVIVO
Laura Gentile:
063222565 
laura.gentile@marevivo.it

UFFICIO STAMPA COBAT: Hill & Knowlton Gaia
Alessia Calvanese:
06441640328 - 3351309390 calvanesea@hkgaia.com
Maria Luisa De Petris:
06441640335 - 3355640826 depetrism@hkgaia.com