menu di scelta rapida

page image

torna al menu di scelta rapida

Ocean2012: La riforma della pesca non risponde alle sfide ambientali e sociali"

Comunicato Stampa

Presentata oggi a Bruxelles la proposta della Commissione per una riforma della Politica Comune della Pesca

Le associazioni ambientaliste: “Ridurre la pressione della pesca
per ricostituire gli stock ittici”

Recuperare le risorse ittiche in quattro anni: questo l’obiettivo del piano per una radicale riforma della pesca presentato oggi dalla Commissione europea. “Obiettivo ambizioso che rischia di naufragare – avvertono le associazioni ambientaliste – se allo stesso tempo non si riduce la pressione della pesca UE sulle risorse, unico vero mezzo di contrasto per affrontare il declino degli stock ittici.”
La proposta di riforma della Commissione arriva dopo i numerosi avvertimenti della comunità scientifica, che segnala in forte aumento le specie a rischio di collasso entro pochi anni, ma soprattutto dopo una Politica Comune della Pesca (PCP) incapace, negli ultimi decenni, di garantire una pesca sostenibile e il conseguente buono stato di salute dei mari e delle risorse ittiche.
Per risolvere il problema del sovrasfruttamento della pesca, la proposta della Commissione pubblicata oggi a Bruxelles, impone agli Stati membri l’adozione vincolante di concessioni di pesca trasferibili, per tutti i pescherecci ad eccezione di quelli al di sotto dei 12 metri che pescano con sistema di pesca passivi (come palangari o nasse). In sostanza agli operatori verrebbe concessa la possibilità di scambiare sul mercato interno ed estero, qualora lo Stato membro lo autorizzi, la loro quota di pesca. Sistema che la Commissione promuove con vigore a livello europeo per ridurre il numero dei pescherecci senza distinzione fra chi pesca in maniera sostenibile e chi utilizza pratiche ed attrezzi devastanti per l’ambiente e le risorse. Purtroppo questo meccanismo, già applicato in altri Paesi come l’Islanda, la Nuova Zelanda, gli Stati uniti, il Cile e la Danimarca, favorirebbe la concentrazione delle quote a scapito della piccola pesca artigianale, sprovvista dei capitali per competere con la pesca industriale, senza fare alcuna differenza tra metodi di pesca sostenibili e insostenibili e senza risolvere il problema della pesca eccessiva. Inoltre il sistema richiede misure di controllo severe sul rispetto delle quote di pescato e in Mediterraneo in particolare risulterebbe inefficace data la storica inefficienza dei
controlli. Soprattutto in un mondo come quello della pesca italiana, dove i controlli in alcune regioni a forte vocazione ittica sono fatiscenti e l’illegalità dilaga. E’ importante piuttosto che questa riforma adotti misure risolutive contro la pesca eccessiva e quella illegale, favorendo al contempo pratiche e attrezzi di pesca più sostenibili per l’ambiente marino.
“L’eliminazione dei limiti alla capacità di pesca rischia di far naufragare l’importante obbiettivo del recupero delle risorse ittiche. Per ridurre davvero lo sforzo di pesca e adeguarlo alle risorse rimaste nei nostri mari è necessario un programma con misure e scadenze dettagliate, e non puntare tutto su una virtuale privatizzazione degli oceani – denunciano le associazioni – che concederà agli operatori della pesca, gratuitamente e per almeno 15 anni, un bene comune e lasciando che la riduzione della flotta avvenga secondo le regole del mercato e non attraverso l’eliminazione delle pratiche di pesca più distruttive e insostenibili.”.
Per le associazioni ambientaliste non è possibile prescindere da queste considerazioni: “E’ necessario attuare in via prioritaria misure che garantiscano il recupero degli stock ittici. La sostenibilità ambientale è la necessaria premessa alla sostenibilità sociale ed economica della pesca senza la quale si rischia l’esaurimento delle risorse ittiche e il definitivo collasso dell’intero settore. Piuttosto che imporre un mercato delle quote di pesca, la riforma della PCP dovrà:
 
rendere vincolanti le raccomandazioni scientifiche sui limiti di cattura;
 
creare un accesso preferenziale alle ormai scarse risorse a chi pratica la pesca nella piena legalità e rispettando criteri ambientali e sociali;
 
evitare che gli aiuti comunitari alimentino la sovraccapacità di pesca;
 
prevedere sostegno, modernizzazione e promozione della piccola pesca artigianale"
 
La riforma della PCP dovrà essere varata a gennaio 2013, dopo l’approvazione del Parlamento europeo e dei Paesi membri. L’UE è la terza potenza mondiale peschereccia dopo Cina e Perù. La portata della sua flotta assume dimensioni sempre più globali a fronte di risorse ittiche sull’orlo del collasso. Lo scorso giugno la Commissione europea ha diffuso gli ultimi dati sullo stato di salute degli stock europei, rivelando che il 62% degli stock sono sovrasfruttati in Atlantico, mentre in Mediterraneo la percentuale arriva all’82%. Un dossier della Banca mondiale del 2009 calcola che la pesca eccessiva abbia un costo pari a 32 miliardi di euro in termini di perdita di profitti e benefici a livello mondiale ogni anno.
Roma, 13 luglio 2011
Ufficio stampa OCEAN2012 – Mariateresa Alvino 328.2392433

NOTE AGLI EDITORI
OCEAN2012 è una coalizione di organizzazioni unite dalla volontà di trasformare la Politica europea della Pesca per fermare la pesca eccessiva, mettere fine alle pratiche di pesca distruttive e conseguire un giusto ed equo utilizzo di stock ittici in buona salute.
OCEAN2012 è stata promossa ed è coordinata dal Pew Environment Group, il ramo del Pew Charitable Trusts che si occupa di tutela dell’ambiente, un’organizzazione non governativa e che ha tra i suoi obiettivi la fine della pesca eccessiva nelle acque di tutto il mondo.
I membri fondatori di OCEAN2012 sono: Coalition for Fair Fisheries Arrangements, Ecologistas en Acción, The Fisheries Secretariat, nef (new economics foundation), The Pew Environment Group e Seas at Risk.
In Italia fanno parte della coalizione: CTS Ambiente, Green Life, GRIS, Fondazione Cetacea, Legambiente, Marevivo, MedSharks, Oceanus onlus, Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, Tethys Research Institute