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Parte ZIRÀ Expedition, la spedizione per valutare la salute del nostro mare

Dal oggi al 22 aprile la divisione subacquea di Marevivo, in collaborazione con Roma Tre e Solaris, esplorerà i fondali e le coste tra Toscana e Liguria
Parte ZIRÀ Expedition, la spedizione per valutare la salute del nostro mare

Come sta il nostro mare? È quello che scopriranno i nostri sub dal 16 al 22 aprile 2018 con la ZIRÀ Expedition, un’esplorazione dei fondali e delle coste tra Toscana e Liguria in collaborazione con Roma Tre e Solaris. L’obiettivo è proprio quello di valutare la salute del nostro mare, studiando in particolare l’evoluzione della biodiversità e lo stato di dispersione di alcune specie aliene.

“Zirà” in dialetto ligure vuol dire “girare”, e la spedizione sarà proprio un giro tra le sette tappe previste: Calafuria, Foce del Magra, Porto Venere, Framura, Rapallo, San Michele di Pagano, Golfo di Portofino e Arenzano. Quasi trecento chilometri di costa che contengono punti strategici, perché situati in zone caratterizzate da differenti condizioni ambientali o da una forte presenza dell’uomo in quanto vicine alla foce di fiumi, a zone turistiche e di pesca.

Per effettuare un’indagine di questo tipo la divisione subacquea dovrà adottare un approccio multidisciplinare che possa aiutare a comprendere fenomeni complessi come quelli biologici. In particolare, in questa spedizione si farà riferimento a tre diversi studi: uno sugli opistobranchi mediterranei e sulla ricostruzione delle relazioni filogenetiche fra le diverse specie, portato avanti all’università Roma Tre; un altro riguarda il progetto Marie Curie finanziato dall’Unione Europea sui molluschi gasteropodi predatori di cnidari; e, infine, un progetto di studio del Marine Litter, sempre a Roma Tre, in collaborazione con Marevivo.

Negli ultimi decenni l’area oggetto della spedizione (così come le zone meridionali sue vicine) è stata colpita dal fenomeno della “tropicalizzazione” (alterazione del clima verso caratteriste tipiche delle zone tropicali), che ha favorito la colonizzazione da parte di specie nuove per il territorio e la scomparsa di quelle endemiche. L’aumento della temperatura dell’acqua ha perfino causato la morte di spugne, gorgonie e coralli, ad oggi ancora visibili sul fondo del mare.

Al termine della ZIRÀ Expedition verranno creati un video-documentario ed un opuscolo digitale sull’intero lavoro svolto. Verrà inoltre pubblicato un articolo scientifico sulle specie di opistobranchi rilevate e si renderà disponibile una mappatura riepilogativa della presenza di plastica ed altri inquinanti lungo tutto il litorale ispezionato.