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Percnon gibbesi: chi è costui?

In arrivo sulle nostre coste granchio alieno

Si chiama Percnon gibbesi. E’ un crostaceo “alieno” avvistato nel Mediterraneo, per la prima volta nel 2009, a Linosa, ma con ogni probabilità già presente in molte altre aree senza essere riconosciuto.

Infatti, da quel momento si sono seguite molte segnalazioni in quasi tutti i mari del Mediterraneo e prodotti molti lavori scientifici. Il granchietto con un carapace (corpo centrale) sino a 25-30 mm è presente prevalentemente in mari poco profondi da pochi centimetri di profondità sino a un massimo 30 metri. Ma è soprattutto nelle acque basse che è visto dai subacquei, anche in apnea e poco esperti, sgattaiolare fuori da buchi e anfratti. Vive, infatti, in piccoli ambienti semichiusi dell’infralitorale.

Il Percnon è definibile specie non indigena insediata poiché compie nei nostri mari un intero ciclo vitale, ovvero vi nasce, vi cresce e si riproduce: nei mari siciliani sono stati rinvenuti frequentemente giovanili e femmine ovigere di questa specie.

Per comprendere la distribuzione e il rapido successo di questa specie in mediterraneo occidentale bisogna tener conto della sua grande capacità di adattamento, della strategia larvale, delle condizioni ambientali favorevoli, del cambiamento climatico e dell’assenza di competitori.

Sono infatti prede, spazi e competitori a regolare l’espansione delle specie animali in un ambiente: il Percnon si difende dai predatori con spine dal carapace, ma sono soprattutto velocità e rifugi a renderlo poco aggredibile, necessiterebbero predatori specialisti che non ci sono (quasi mai è stato ritrovato nelle diete dei pesci che ne condividono l’ambiente).

Il Percnon ha una grande quantità di ambienti privilegiati non abitati, è esclusivamente erbivoro e può competere solo con i ricci di mare (sfavoriti dalla pesca, dall’acidificazione e dal clima) e poche altre specie.

La penetrazione di questa specie tropicale in Mediterraneo occidentale e centrale è legata secondo alcuni autori a un trasporto di uova o larve con le correnti attraverso lo stretto di Gibilterra, secondo altri attraverso le acque di zavorra, favorite dalla resistenza dall’uovo e della specie, ciò giustificherebbe anche spostamenti secondari di un alieno nell’area di invasione.

Per la sua diffusione e la rapida distribuzione vi è una proposta di inserirla tra le 100 più pericolose specie aliene mediterranee, anche se non vi sono provate evidenze di danni ambientali.

Ovviamente, secondo la recente definizione di specie aliena che vuole questo nome utilizzato solo per le specie introdotte volontariamente o involontariamente da parte dell’uomo, Percnon può essere ritenuto alieno solo se non entrato autonomamente dall’Atlantico ma in acque di zavorra. Ciò apre un inquietante scenario sul raddoppio del Canale di Suez, per cui se passa la posizione Egiziana - secondo cui le specie penetrate da Suez via mare non sono aliene perché il Canale è da assimilare a una via naturale - , dobbiamo immaginare un aumento dell’invasione di specie indopacifiche lessepsiane (penetrate attraverso Suez, dal nome di F. Lesseps il suo architetto) nei prossimi anni in assenza di azioni di prevenzione e mitigazione.