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Questo prodotto è "senza microplastiche": quando riusciremo a leggerlo su tutti i cosmetici?

Illustrato ieri in Senato il testo di legge sulla cosmesi sostenibile

Questo rossetto èsenza microplastiche”: è la formula che ci piacerebbe che l’industria della cosmesi italiana adottasse il prima possibile, proprio come “senza olio di palma” è ormai lo slogan di tutte le pubblicità che identificano prodotti alimentari rispettosi dell'ambiente.

Sta avanzando, infatti, passo dopo passo, il cammino per l’approvazione della legge contro le microplastiche nei prodotti d’igiene e di bellezza, fortemente voluta da Marevivo nell’ambito della Campagna Mare mostro”: ieri pomeriggio, è stato illustrato alle Commissioni riunite “Industria, commercio, turismo” e “Territorio, ambiente, beni ambientali” del Senato il testo della legge S.2582. Il relatore è stato il senatore Giuseppe Marinello.

Il 25 ottobre scorso, la Camera dei Deputati aveva approvato all'unanimità il testo sulla cosmesi sostenibile - nato dalla proposta di legge Realacci e sottoscritta da oltre 40 deputati di diversi gruppi politici – che ha l’obiettivo di calcolare l’impatto dei cosmetici sull’ambiente, stimolare una cosmesi più green e dare ai cittadini una certificazione ecologica trasparente e garantita dalle istituzioni pubbliche.

Le microplastiche contenute nei cosmetici, infatti, sono talmente minuscole che nessun filtro riesce a trattenerle e arrivano, dal lavandino alle tubature, direttamente nei fiumi e nel mare. Scambiate dagli organismi marini per ottimo cibo, si insinuano così nella catena alimentare e, inevitabilmente, giungono sulle nostre tavole.

Quali sono gli effetti per il corpo umano? La scienza si sta ancora interrogando, ma la prime, gravi conseguenze sono quelle che si possono riscontrare sui pesci, sui mammiferi marini, sugli uccelli e cioè dalle ripercussioni sul sistema riproduttivo a quello endocrino. Altre sostanze, invece, come i poloclorobifenili, sono tossiche per il sistema immunitario. E’ notizia recente l'allarme lanciato dagli scienziati della University of Ghent in Belgio, secondo cui "chi consuma abitualmente pesce ingerisce più di 11mila frammenti di plastica ogni anno".

Ogni anno nel mondo vengono prodotte 280 milioni di tonnellate di plastica e si stima che nel 2050 diventeranno 400. Su questo scenario, si innesta uno studio della Fondazione “Ellen MacArthur”, che prevede che per quell'anno ci saranno più plastiche che pesci in mare. Secondo alcune ricerche, oltre il 10% di plastica prodotta viene gettato in mare, andando ad alimentare il “Mostro”.

Siamo sulla strada giusta per sconfiggere il “mostro” della plastica che minaccia i nostri mari e la nostra salute: mai come in questo caso i cittadini, i consumatori sono chiamati a fare la differenza perché potranno optare per dei prodotti di bellezza e di igiene plastic free e adottare stili di vita sostenibili”, ha commentato Rosalba Giugni, presidente di Marevivo. Auspichiamo quindi un rapido iter parlamentare. Del resto, il problema della marine litter è di tale rilevanza che sarà oggetto di discussione anche durante il  G7”.

Intanto, in queste settimane, la campagna “Mare mostro” prosegue presso le 15 direzioni marittime delle Capitanerie di Porto in Italia con l’obiettivo di mettere in condivisione le informazioni per affrontare l’emergenza plastica in mare.

 

Ufficio Stampa Marevivo

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