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RISULTATI CONVEGNO 11-12 OTTOBRE 2008

Realizzare nel paesaggio mediterraneo impianti per la produzione di energie rinnovabili, snellire le procedure burocratiche necessarie alle installazioni, formare e sensibilizzare i funzionari delle amministrazioni coinvolte: questi i tre punti contenuti nel documento programmatico presentato da Marevivo e sottoscritto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanea - in occasione del convegno “Sole Vento e Mare per le Isole Minori: autonomia energetica e paesaggio (Parc)”. L’accordo prevede anche di licenziare entro sei mesi due progetti di contenuto innovativo, condiviso dai sottoscrittori, sui temi discussi durante il convegno e relativamente alle isole di Capraia e Sant’Antioco che ad oggi hanno già avviato un percorso per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il documento è aperto ora all’adesione dell’Associazione nazionale comuni delle isole minori (Ancim), Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regioni (Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna) e tutti gli altri soggetti istituzionali coinvolti. L’obiettivo è la definizione di una politica energetica per Isole Minori italiane che consenta di arrivare a una totale autosufficienza grazie ad un sistema integrato di inserimento armonico delle nuove tecnologie nel paesaggio mediterraneo. Ministero per i Beni Culturali ed Enea si sono impegnate anche a promuovere e sostenere il lancio e la realizzazione del bando internazionale, proposto da Marevivo, per la ricerca di soluzioni architettoniche relative alle innovazioni energetiche compatibili con la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale ed i caratteri di bellezza e di qualità del paesaggio mediterraneo.
La direzione PARC ha aggiunto che “i progetti dovranno proporre soluzioni, tecnologiche e formali per il risparmio e la produzione di energia da fonti rinnovabili, sia che si tratti di veri e propri impianti, sia di elementi che vengono integrati nella composizione, capaci di inserirsi armonicamente nel contesto paesaggistico.
Vincerà chi sarà capace di aggiungere valore al territorio invece di sottrarlo. Perché paesaggio e patrimonio culturale siano considerati risorse primarie ed essenziali del nostro paese da tutelare e trasmettere alle generazioni future”.
INTERVENTI E DICHIARAZIONI A MARGINE
Il Ministro Claudio Scajola per lo Sviluppo Economico, ha accolto con interesse l’iniziativa: “Credo sia conveniente e opportuno considerare le isole minori come un laboratorio di innovazione in campo energetico. Ci sono oggi dodici isole
minori non collegate alla rete elettrica nazionale, nelle quali l’energia viene prodotta con generatori diesel, a costi molto più elevati di quelli praticati sulla terraferma. In queste isole, nel 2007 sono stati forniti ai consumatori circa 204 milioni di kWh, pagati dagli utenti locali come tutti i consumatori italiani tutelati. Tuttavia, ai produttori locali sono stati erogati, nello stesso 2007, circa 53 milioni di euro raccolti sulle tariffe di tutti i consumatori di elettricità, con un onere aggiuntivo di circa 0,26 € per ogni kWh fornito agli utenti isolani. Tenuto conto dell’impatto ambientale dei generatori diesel, ne consegue che la principale risposta ai problemi delle piccole isole può derivare dal loro collegamento alla rete elettrica nazionale. Non sempre però, ciò è possibile o conveniente. D’altra parte, però, l’onere aggiuntivo che prima citavo è simile a quello erogato per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che dunque possono costituire una opzione praticabile nelle isole, naturalmente in misura tale da non compromettere la funzionalità del sistema elettrico
locale e la sicurezza delle forniture. Senza dimenticare la contestuale riduzione dell’inquinamento”.
Secondo Rosalba Giugni presidente di Marevivo “Snellire le procedure e coniugare fonti rinnovabili e paesaggio sono i passi fondamentali per vincere la sfida fissata dall’Unione Europea del 25% di energia pulita entro il 2020, senza deturpare i nostri territori. Le caratteristiche pergole delle case di Capri potrebbero, ad esempio, essere rivestite di
pannelli fotovoltaici. pochi impianti pensati ad hoc per il paesaggio insulare potrebbero permettere la totale autosufficienza energetica. Non si tratta solo di un sogno ma di un concreto obiettivo che Marevivo assieme a tutti i soggetti coinvolti continuerà a perseguire nei prossimi mesi e anni.“ - La presidente di Marevivo ha lanciato anche due
proposte per Capri: la prima è l’istituzione di un museo per la storia dell’Isola allestito presso la Certosa San Giacomo; mentre la seconda prevede la realizzazione di copie delle statue bronzee ritrovate 30 anni fa nei fondali delle Grotta Azzurra che al tempo dell’Imperatore Cesare Augusto facevano parte di vero e proprio Ninfeo e che, ricollocate nella grotta, la riporterebbero ai suoi antichi splendori. Le proposte sono state condivise dai sindaci di Capri e Anacapri e dai Club culturali capresi.
“Garantire una maggiore autosufficienza energetica alle isole minori e allo stesso tempo un uso sostenibile delle risorse energetiche ed ambientali richiede l’inserimento armonico di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in
contesti paesaggistici di pregio. Il patrimonio culturale italiano è così vasto e diffuso che occorre lavorare insieme, soprattutto in questi particolari contesti. – ha detto Francesco Prosperetti, direttore generale del Ministero per i Beni e le attività culturali - È importante che da questo incontro parta una innovativa modalità di lavoro, che veda il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali e delle associazioni interessate, tramite incontri di coordinamento, e forum di discussione sul tema. Le soluzioni devono scaturire dall’innovazione tecnologica e dalla creatività, per questo anche
gli architetti e i designer italiani saranno coinvolti in questo lavoro comune, per fornire soluzioni per il risparmio e la produzione di energia da fonti rinnovabili, capaci di inserirsi armonicamente nel contesto paesaggistico”
Il progetto di Marevivo ha mosso i primi passi a Capri con un convegno e una mostra. ”La scelta di Capri – ha detto il sindaco di Capri, Ciro Lembo – non mi è sembrata casuale. L’isola, grazie alla particolarità e all’unicità del suo paesaggio è da sempre il luogo dove sole, vento e mare si incontrano in perfetta armonia e rappresentano una
notevole fonte di ricchezza per gli abitanti. Ma Capri può essere anche il luogo ideale dove far partire un percorso virtuoso verso un modello di isola ecologia e trasformare questi elementi in fonte di benessere non solo turistico. E per le isole minori, sottoposte spesso all’assedio di un turismo indispensabile ma di enorme peso strutturale, queste scelte innovative non sono un’opzione virtuosa, ma una vera necessità”. “Attualmente l’Enel sta trasformano la centrale locale da alimentazione diesel in biodiesel – ha annunciato il sindaco di Capraia Maurizio Della Rosa – e abbiamo già firmato un protocollo di intesa per il fotovoltaico, sempre con l’Enel. E, per Capraia, sarebbero sufficienti due pale eoliche per coprire quasi tutto il fabbisogno. Gli ostacoli si incontrano
nell’iter delle autorizzazioni per i rischi di impatto ambientale e paesaggistico”.
“Il paesaggio – dice Paola Cannavò, del dipartimento di pianificazione territoriale dell’Università della Calabria – è la percezione del territorio in cui viviamo, della sua cultura, dei nostri stili di vita, della società che costruiamo. Capire il
valore del paesaggio è condizione necessaria per costruire le basi di ogni progetto di qualità”.
Daniela Moderini, della facoltà di architettura dell’Università di Ferrara, aggiunge: “E’ indispensabile ricercare un dialogo fra le nuove strutture di produzione di energia da fonti rinnovabili e il luogo in cui si insediano, una costante
ricerca di equilibri e proporzioni tra antichi e nuovi segni, fra antichi e nuovi usi”.
Risultati della mostra “Sole, Vento e Mare per le Isole Minori” ha disegnato il grande affresco delle possibilità che il pianeta Terra offre all’uomo per attingere energia dalla natura. Un’esposizione didattica, sugli elementi primordiali che costituiscono fonti di energia rinnovabile e sostenibile, energia che – in una parola – non avrà termine.

La mostra, allestita nel chiostro piccolo della Certosa di San Giacomo e illustrata da un esperto di Marevivo, è stata visitata da
oltre mille studenti delle scuole medie e delle superiori, provenienti dalle altre isole dell’arcipelago campano e dalle città della costa. E’ sulle nuove generazioni che bisogna investire, addirittura rischiare una scommessa. Gli occhi dei giovani sono come coperti da un velo: si dà per scontato che lo sviluppo possa essere distruttivo, che la natura possa essere piegata ai nostri comodi, che i consumi debbano sempre e comunque avere la precedenza, che l’energia nucleare sia quella risolutiva e senza rischi, che – in una parola – l’egoismo collettivo e individuale possa sempre essere premiato, costi quello che costi. E, per questo, in primo piano, l’impegno di Marevivo a Capri è stato quello di spiegare ai più
giovani che esistono altre strade per quel mondo migliore che tutti desideriamo realizzare.

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