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Sfruttamento delle specie protette. Continua la lotta di Marevivo contro la criminalità organizzata

L’industria dello sfruttamento e della violenza contro l’ecosistema marino non va in ferie. Sono migliaia i ricci e i datteri di mare che, soprattutto in estate, continuano ad essere pescati e consumati indiscriminatamente, in barba al divieto di raccolta, detenzione e commercio vigente in Italia dal 1988. Un giro di affari a danno dell’erario statale e dei cittadini italiani il cui ammontare annuo si aggira sui 300 milioni di euro, complice anche il mercato clandestino ed i ristoratori compiacenti.
La criminalità organizzata non lascia in pace neanche il mare e i suoi abitanti – dichiara la presidente di Marevivo, Rosalba Giugni. E’ impossibile pensare che vengano distrutti 1.000 cm² di roccia per mangiare un solo piatto di linguine ai datteri di mare. Per salvaguardare le coste dell’intero bacino del Mediterraneo è fondamentale lottare contro questo fenomeno della zoomafia”.
Marevivo denuncia anche il traffico illecito di tartarughe, caviale e farmaci cinesi contenenti sostanze derivanti da animali protetti, il cui business è quantificabile in circa 500 milioni di euro ogni anno. E prosegue anche, inarrestabile, l’impegno per tutelare le specie protette come pescispada, delfini, tartarughe e capodogli.
Con la campagna internazionale Freedolphin volta a contrastare anche l’uso delle spadare – conclude la presidente Giugni – chiediamo a tutti di aiutarci a vigilare, segnalandoci i pescherecci che perseverano nell’uso di queste reti lunghe fino a venti chilometri, al bando dal 2002, ma che fanno tuttora strage”.

Ufficio Stampa MAREVIVO
 Solen De Luca
 Gualtiero Spada
 Claudia Georgia Banella
ufficiostampa@marevivo.it
tel. 06 3222565 06 3202949