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Spadare senza blue box: aumenta la soglia di tolleranza dell'Italia verso la pesca illegale

La Commissione Consultiva Centrale della Pesca sta predisponendo un Decreto attuativo per esentare i pescherecci di lunghezza compresa tra i 12 e i 15 metri dall'applicazione dall'installazione delle Blue Box per il controllo satellitare delle attività di pesca, rendendo così più difficili i controlli su questo segmento della flotta.

Secondo le Associazioni ambientaliste Greenpeace, LAV, Legambiente, Marevivo, Pew e WWF è di fatto una deroga che gli Stati membri dell’Unione Europea possono utilizzare, ma intollerabile in un Paese come l’Italia, dove oltre 300 pescherecci utilizzano illegalmente le reti derivanti e molti tra essi misurano tra i 12 e i 15 metri. La Commissione Consultiva Centrale della Pesca, ed in prima istanza il Ministero delle Politiche Agricole, prima di approvare questo Decreto, dovrebbero inoltre tenere in considerazione che le barche a strascico di tale lunghezza possono con maggiori probabilità operare entro le tre miglia, dove la pesca non e’ consentita.

Ci auguriamo che in vista del prossimo incontro, il 9 gennaio, tra il ministro delle Politiche Agricole Mario Catania e la Commissaria Europea per gli Affari marittimi e la Pesca, Maria Damanaki, il nostro governo non voglia presentarsi con un decreto che esclude da controlli più stringenti decine di pescherecci che operano illegalmente a spese delle risorse ittiche e di quanti operano nel rispetto delle regole” hanno dichiarato le Associazioni ambientaliste.

Lo scorso settembre la Commissione Europea ha aperto una seconda procedura di infrazione contro l’Italia per la carenza di controlli e sanzioni dissuasive contro la pesca illegale e gli Stati Uniti, nel gennaio 2011, hanno inserito per la seconda volta consecutiva l’Italia tra i Paesi che operano la pesca illegale con le reti derivanti.

Una pesca responsabile e sostenibile è anche una pesca controllata e rispettosa delle regole” concludono le Associazioni.