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Trent’anni di incontri con la foca monaca

Il ‘Mistero del Mediterraneo’ svelato in un documentario semi-autobiografico

Una foca monaca dorme in apnea in una piccola cavità sommersa. Una mamma foca abbraccia il suo cucciolo. Un’altra foca monaca è fotografata, per la prima volta in Italia, dopo oltre 50 anni, grazie a una speciale foto trappola. Tutto questo ed altro ancora in “Sonno Segreto”, l’ultimo documentario di Emanuele Coppola, presentato in anteprima a Roma da Marevivo e da Padre Umberto Fanfarillo, parroco di Santa Dorotea, storica parrocchia romana in Trastevere.

La foca monaca del Mediterraneo è una delle specie animali più rare al mondo e tra le creature più fragili e maltrattate del Mediterraneo.

In un periodo storico caratterizzato da grandi sofferenze umane, l’azione di chi si occupa della tutela della natura sembrerebbe dover passare in secondo piano. Invece è proprio l’Enciclica “LAUDATO SI’” di Papa Francesco che invita tutti a prendersi cura di ogni creatura del modo naturale intorno a noi,  senza cadere nell’equivoco, molto di moda, di chi vorrebbe trascurare i “mali minori”, considerati ingiustamente accettabili, di fronte ai mali sempre più grandi che affliggono l’intera umanità.

La storia della foca monaca riassume emblematicamente proprio questo fondamentale concetto, che Marevivo vuole sottolineare con forza.

Con la sua moltitudine di esseri viventi vegetali e animali - dal fitoplancton alle grandi balene, dalle praterie di Posidonia agli squali - , il mare è un ecosistema complesso il cui equilibrio è stato raggiunto in milioni di anni ed è fondamentale per la vita dell’uomo sulla Terra. Gli oceani, infatti, non sono solo una distesa di acque salate ma producono l’80% dell’ossigeno che respiriamo e assorbono 1/3 dell’anidride carbonica, responsabile dei cambiamenti climatici”, spiega la presidente di Marevivo, Rosalba Giugni – Ecco spiegato perché  va protetta la foca monaca, questo affascinante animale ancora non riceve l’attenzione che merita”.

Le foche sono ancora presenti nel Mediterraneo e bisogna occuparsi della loro sopravvivenza.  La presenza di un predatore al vertice della catena alimentare è l’unico indice sicuro e affidabile sullo stato di salute di tutto l’ecosistema e garantisce il perdurare di un giusto e sano equilibrio tra gli organismi.

In questi ultimi anni si sono registrati molti casi di ‘incontri ravvicinati’ tra uomini e foche monache: come il caso dell’isola di Samos, in Grecia, dove una foca ha preso persino l’abitudine di sdraiarsi sui lettini degli stabilimenti balneariha raccontato Coppola -   La loro confidenza deve essere gestita con attenzione, dando informazioni e suggerimenti ai turisti per evitare comportamenti che potrebbero rivelarsi dannosi per l’uomo e per le foche stesse. Avendo quasi ovunque finalmente smesso di cacciare e perseguitare le foche, ora dobbiamo abituarci a vivere questi incontri come normali: per centinaia di anni, infatti,  gli uomini a terra o in barca hanno rappresentato una vera grave minaccia che ha portato gli animali a sottrarsi molto abilmente alla vista degli esseri umani.

“Il documento di Papa Francesco “ Laudato Si, si gioca proprio sul concetto di “casa comune”. Potremmo chiederci tutti: in che stato si trova la nostra “casa comune”? Papa Francesco  offre uno sguardo globale che lascia intravvedere tutto ciò che rende l’ambiente meno vivibile e ne pregiudica la qualità della vita. E’ in atto – dice Papa Francesco – un processo di degradazione sociale e ambientale. Questo è il messaggio del Papa al mondo. Spetta a ciascuno di noi risvegliare la propria sensibilità e la propria coscienza perché sia combattuta l’indifferenza di fronte al degrado e alla distruzione di tante creature che Dio ha creato per l’uomo” , spiega Padre Umberto, parroco di S. Dorotea.

Ufficio Stampa Marevivo