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Un impegno per le balene

IL NATALE DI MAREVIVO:
un impegno per le balene

Giovedì 20 dicembre dalle ore 18.00, la sede galleggiante di Marevivo ospiterà una serata evento aperta al pubblico e dedicata alle balene. Saranno proiettate immagini sul viaggio che le balene compiono durante questo periodo dell’anno nei mari dell’Antartico. Un viaggio lungo e avventuroso durante il quale le balene non saranno sole, purtroppo, ma inseguite dall’uomo, predatore responsabile di inutili morti. L’uccisione volontaria, infatti, continua ad avvenire malgrado la moratoria sulla caccia commerciale delle balene, decisa dalla Commissione Baleniera Internazionale (International Whaling Commission – IWC), fin dal 1982. Giappone e Islanda, pur facendo parte dei paesi che “rispettano la moratoria", continuano a cacciare le balene, giustificando il massacro con “fini scientifici”, ma in 18 anni di caccia giapponese, 7000 balene arpionate e nessun dato scientifico (fonte Greenpeace). La Norvegia, addirittura, ignora completamente la moratoria.


Marevivo, per unirsi a tutte le voci di protesta che si sono alzate nel mondo, promuove una mobilitazione dell’opinione pubblica, attraverso una raccolta di firme, mirata a fare pressioni sulle autorità competenti del Governo italiano e dell’Unione Europea, affinché si impegnino in azioni concrete verso i paesi che ancora svolgono la nefasta caccia ai mammiferi marini ovunque protetti.

IL NOSTRO IMPEGNO PER LE BALENE

Considerato che:

1. Alcune specie di cetacei tra le più imponenti, come la balenottera azzurra e la balena franca, furono portate sull’orlo dell’estinzione nel corso del secolo scorso, nonostante l’istituzione della Commissione Baleniera Internazionale (International Whaling Commission – IWC), creata nell’ambito della Convenzione internazionale per la regolamentazione della caccia alle balene (Washington - 2 dicembre 1946) che avrebbe dovuto vigilare sulle attività per favorirne uno sviluppo sostenibile delle attività di pesca che ne preservasse le specie;

2. Nel 1982 la Commissione Baleniera Internazionale (International Whaling Commission – IWC), istituita nell’ambito della Convenzione internazionale per la regolamentazione della caccia alle balene (Washington - 2 dicembre 1946), prese la decisione di stabilire una quota zero su tutte le attività di caccia commerciale, moratoria che è divenne effettiva nel 1986,  prevedendone la ridiscussione nel 1990, dopo una valutazione comprensiva delle popolazioni di balene (Paragrafo 10e della Schedule). Secondo alcuni Paesi membri della IWC il divieto alla caccia non è più necessario in quanto alcune popolazioni di balene sono in aumento. Tuttavia, dato che qualsiasi emendamento alla Schedule richiede una maggioranza del 75% degli Stati membri dell’IWC, non è ragionevole pensare che la situazione cambi facilmente visto che al momento la percentuale dei paesi anti-caccia è più o meno uguale a quella dei paesi pro-caccia.

3. il Giappone avvalendosi dell’Articolo VIII della Convenzione, pur "rispettando la moratoria", continua a cacciare un numero sempre maggiore di balene per cosiddetti “scopi scientifici”, in programmi di "ricerca" che nascondono ingenti operazioni commerciali e di propaganda nazionale

4. l'Islanda, oltre ad aver ricominciato la “caccia scientifica” nel 2003, ha ripreso nel 2006 le attività commerciali, entro le proprie acque territoriali, esercitando il suo vecchio diritto d’obiezione alla moratoria, così come la Norvegia che, invece, con la stessa scappatoia non aveva mai smesso di cacciare;

5. in particolare:
-la Norvegia continua il proprio programma di sfruttamento commerciale dei cetacei del Nord Atlantico, mai cessato;
-dal 1987 il Giappone giustifica le catture con presunte esigenze «scientifiche» (nel 2003 i cosiddetti “ricercatori” giapponesi hanno venduto in questo modo 3.000 tonnellate di carne di balena per 52 milioni di dollari). In questi ultimi anni
-inoltre il Giappone ha intensificato la sua azione nei mari Antartici, a dispetto delle costanti e pressanti Risoluzioni passate dalla Commissione baleniera internazionale atte a bloccare tali attività;
-l’Islanda, dopo aver deciso di riprendere la caccia commerciale alle balene le cui carni vengono destinate all’esportazione, poiché solamente l’1,1 % della popolazione mangia carne di balena, ha annunciato una nuova sospensione pur mantenendo quella cosiddetta scientifica che negli ultimi quattro anni ha comportato l’uccisione di circa 160 esemplari. E’ da notare che, su dichiarazione del governo islandese, nella stagione 2006-2007 sono stati catturati solamente 14 esemplari dei 39 del programma scientifico. Secondo alcuni analisti economici tale riduzione è avvenuta per la carenza di mercato, vista la drastica diminuzione di consumatori islandesi.

6. Norvegia, Giappone e Islanda – che in totale uccidono circa di 1.500 balene l'anno - si stanno adoperando in sede IWC per ripristinare la caccia commerciale, eliminando la moratoria, esercitando un’azione persuasiva sui paesi economicamente svantaggiati, sotto l’ombrello dello sfruttamento sostenibile di tutte le risorse.

7. non appare che le richieste avanzate, da parte di Argentina, Australia, Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Messico, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna e Svezia, al Giappone di fermare la caccia alle balene nel santuario dei cetacei nelle acque del Mare Antartico abbiano avuto effetto;

Non potendo rimanere insensibili a tale situazione di degrado ambientale e ricordando la celebre citazione di John F. Kennedy: "Spetta alla nostra generazione, e proprio ora, fare in modo che ciò di cui noi disponiamo e che ci è stato donato prima che arrivassimo, e cioè le bellezze naturali e la loro salute, non diminuiscano a sfavore di coloro che verranno dopo di noi" l’Organizzazione Non Governativa ambientalista MAREVIVO reputa vitale ed urgente intraprendere nuove azioni orientate alla sensibilizzazione dei maggiori Fori mondiali affinché venga cessata la pratica della caccia  dei cetacei in tutti i mari del pianeta.

L’associazione Marevivo, unendo la propria voce alle proteste che da ogni parte del mondo si sono alzate, CHIEDE presso tutte le sedi competenti (IWC, ONU, UNEP, CE, i Governi dei Paesi coinvolti e il Governo Italiano) che:

- l’IWC, fin dalla prossima riunione, approvi una moratoria di ogni tipo di caccia alle balene, compresa quella effettuata per motivi «scientifici» e si impegni a sensibilizzare i Paesi favorevole alla protezione dei cetacei non ancora membri della Convenzione, al fine di accrescere il peso dei Paesi anti-balenieri aderenti alla Convenzione;

- vengano sostenute azioni di promozione di “whale-watching” in tutti quei mari che oggi sono meta di caccia;
 
- si introducano nuove norme che permettano la tracciabilità dei costituenti dei composti o prodotti finali destinati sia al consumo alimentare che alla cosmesi, al fine di evidenziare l’utilizzo di componenti derivati da balene;

- si applichino tutte le norme possibili ricorrendo a tutte le disposizioni internazionali esistenti, non solo nella Convenzione sul commercio internazionale delle specie a rischio (CITES), per esercitare una maggiore pressione e controllo, atti a sanzionare qualsisia attività illegale di commercio di carni di specie sottoposte a stretto controllo e a massima protezione e fermare la caccia in corso, che ha fini puramente commerciali in quanto essenzialmente destinata al rifornimento del mercato interno dei Paesi trasgressori;

inoltre l’ associazione Marevivo s’impegnerà affinché:

- possano essere attuate efficaci misure immediate per mitigare la cattura accidentale di mammiferi marini, in particolare nelle reti pelagiche illegali (by-catch) usate nel Mediterraneo anche da pescatori italiani e francesi, nonostante il bando imposto dall’Unione europea; senza trascurare la necessità di rendere effettiva la protezione dei cetacei nel santuario del Mediterraneo, promuovendo anche l’istituzione di nuove aree di protezione, in considerazione del fatto che in Mediterraneo vivono otto specie di regolari di cetacei di cui quelle maggiormente minacciate sono il delfino comune, la stenella, il tursiope e il capodoglio;

- vengano assunte tutte le iniziative possibili al fine di promuovere l’istituzione di una rete di aree marine protette di alto mare con l’obiettivo di coprire una superficie di almeno il quaranta per cento degli oceani.

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