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Un protocollo d’intesa contro la plastica negli oceani

Un protocollo d’intesa contro la plastica negli oceani

Si è tenuta ieri all’Acquario di Genova la tavola rotonda sull’inquinamento degli oceani provocato dalla plastica cui ha partecipato anche Federico Di Penta, Responsabile Relazioni internazionali di Marevivo.

La conferenza è stata organizzata in occasione della mostra “An Ocean Free of Plastic”, ospitata dall’Acquario fino al 10 dicembre. Presente l’artista Maria Cristina Finucci, fondatrice del Garbage Patch State, riconosciuto come Stato dall’UNESCO nel 2013

Alla tavola sono intervenuti Beppe Costa, Presidente di Costa Edutainment; Nicola Costa, Presidente Fondazione Acquario di Genova Onlus; Antonio Di Natale, Segretario Generale della Fondazione Acquario di Genova Onlus e i referenti di importanti soggetti nazionali e internazionali che si occupano di tematiche ambientali: Kathleen Salyer, Vice Direttore dell’Ufficio della Conservazione e Recupero delle Risorse presso l’Environmental Protection Agency (EPA) del Governo statunitense, Antonello Ciotti, Presidente di COREPLA, Serena Carpentieri, Responsabile Campagne Legambiente, Henrik Beha Pedersen, fondatore e Amministratore Delegato di Plastic Change, Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità WWF Italia e Federico Di Penta, Responsabile Relazioni internazionali di Marevivo che ha mostrato e spiegato il lavoro della nostra associazione, concentrandosi su alcune delle nostre campagne contro il marine litter come ad esempio Mare Mostro e #Risparmiamoplasticalmare.

Durante l’incontro, le associazioni presenti hanno firmato un Protocollo d’intesa con il Garbage Patch State per sviluppare programmi ed azioni nel settore della promozione della sensibilizzazione sul problema delle plastiche negli ambienti acquatici e nello sviluppo di programmi di educazione e di sensibilizzazione che coinvolgano Istituzioni sovranazionali ed internazionali, Governi, produttori e consumatori.

Ogni anno enormi quantità di rifiuti plastici vengono scaricati nell’oceano: uno degli esempi più tipici è rappresentato dalle bottiglie di plastica che possono permanere in un ambiente salato fino a 400 anni. In alcune aree la quantità di plastica è cinque volte maggiore rispetto a quella del plancton ed è stato calcolato che queste, in aggiunta alle zone con alta concentrazione di rifiuti plastici decomposti, formano un’area pari a quella dell’Africa. Esistono cinque isole galleggianti di plastica negli Oceani per una superficie complessiva di oltre 15,9 milioni di chilometri quadrati (fonte The Garbage Patch State). Il World Economic Forum sostiene che, senza alcuna azione significativa, nel 2050 nell’Oceano ci saranno più rifiuti plastici che pesci.