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UNA MINACCIA DA 100.000 TONNELLATE DI GREGGIO

Ancora una volta il traffico marittimo di idrocarburi mette a grave rischio l’ecosistema marino. La pericolosa situazione della petroliera incagliata nel Golfo di Finlandia riporta purtroppo alla ribalta il problema della sicurezza della navigazione in generale, ma soprattutto in un mare chiuso e quindi particolarmente vulnerabile come la zona del Mar Baltico in cui l’incidente si è verificato.
Il doppio scafo è sicuramente un elemento positivo, ma è di nuovo sotto accusa una gestione del traffico marittimo che - dichiara Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo -  a fronte dei notevoli vantaggi economici per gli armatori, non adotta un’adeguata politica di prevenzione dagli incidenti e di attenzione all’ambiente. La località in cui è avvenuto l’incidente è tra le zone più vulnerabili del Mar Baltico per un bassissima capacità di ricambio delle acque e per i bassi fondali: se ci dovesse essere una fuoriuscita di greggio le conseguenze sarebbero disastrose”.
Marevivo con la sua campagna internazionale sulle Autostrade del Mare, da anni si batte per l’attivazione di alcune azioni di prevenzione quali il rafforzamento di sistemi atti a garantire la sicurezza della navigazione (VTS, VTMIS, GALILEO, SafeSeaNet, etc.); il costante monitoraggio del traffico a fini preventivi soprattutto nelle aree e nei bacini a più elevato rischio (Adriatico-Ionio, Canale di Sicilia, Egeo, Alto Tirreno–Arco Ligure Provenzale, Mediterraneo Sud-Occidentale); l’aumento dei controlli e delle ispezioni a bordo delle navi in porto (Port State Control); la verifica del livello di professionalità degli equipaggi.

Ufficio Stampa
Marevivo
06.3202949