2004
Marzo - Aprile
Ali nella corrente
Testo, foto e disegni di Massimo D'Adamo

La sede galleggiante di Marevivo come punto di osservazione di una moltitudine di uccelli che frequenta il fiume della Capitale.

Cormorano (Phalacrocorax carbo)
La sede galleggiante di Marevivo
a Roma
Piro Piro piccolo (Actitis hypoleucos)
Maschio di germano reale
(Anas platyrhynchos)
Femmina di germano reale
(Anas platyrhynchos) con i piccoli
Un fiume è un grande corridoio, una via per attraversare più o meno indisturbati anche gli ambienti più antropizzati delle città.
I 32 chilometri di Tevere che a Roma si snodano da Castel Giubileo alla Magliana Vecchia rappresentano un “corridoio biologico” e possono rappresentare per chi ama la natura un ottimo punto di osservazione.Dalla sede galleggiante di Marevivo, allo Scalo de Pinedo sul Lungotevere Arnaldo da Brescia, si vedono comunemente (anche senza l’utilizzo di un binocolo) diverse specie di uccelli stanziali (presenti cioè per tutto l’anno). Ma chi frequenta la sede nazionale della nostra associazione ha avuto modo di osservare una moltitudine di visitatori alati che con la loro presenza caratterizza le varie stagioni: sono gli uccelli migratori invernali che, provenienti da zone del Nordeuropa, trascorrono i mesi più freddi nel nostro Paese o i migratori estivi che, provenienti dalle zone più calde dei climi africani, trascorrono l’estate in zone più temperate.

GLI STANZIALI
Gli uccelli in assoluto più facilmente osservabili sul Tevere sono i gabbiani reali (Larus cachinnans), sempre alla ricerca di carogne e rifiuti, pronti ad avvicinarsi qualora venga loro offerto del cibo.
Stesso discorso per le cornacchie grigie (Corvus corone cornix) che talvolta sembrano aver perso ogni timore nei nostri confronti come pure i passeri (Passer italiae) e i merli (Turdus merula), questi ultimi presenti solo nelle poche zone boschive ancora presenti lungo le rive del fiume.
Chi è più diffidente nei nostri confronti è il martin pescatore (Alcedo atthis). Difficile da osservare dalla riva, questo piccolo gioiello color verde smeraldo si può vedere navigando sul fiume, quando sfreccia a pelo d’acqua o si tuffa nell’acqua dopo aver fatto lo “spirito santo”, una specie di balletto aereo durante il quale resta immobile in aria e “mette a fuoco” le sue prede.
L’airone cenerino (Ardea cinerea) è il gigante delle rive. Lo si osserva soprattutto di sera quando lentamente passeggia nell’acqua bassa pronto a colpire con il suo becco pesci e anfibi.
Chi ogni anno ci allieta con una nuova famiglia sono i germani reali (Anas platyrhynchos), le anatre dal caratteristico collo verde (i maschi) che nidificano ogni tarda primavera lungo le rive o addirittura scelgono il barcone come luogo sicuro per nidificare.
Sempre più “tranquille” nei confronti di chi le osserva sono le gallinelle d’acqua (Gallinulachloropus) che nonostante il nome non hanno nulla in comune con i polli, né con le anatre; appartengono, infatti alla famiglia dei rallidi come le folaghe (Fulica atra) e i porciglioni (Rallus aquaticus) anch’essi presenti sul Tevere ma in zone più “naturali” rispetto a quelle che attraversano la città.
Chi si vede spesso agitare la coda mentre saltella sulle rocce del fiume è la ballerina bianca (Motacilla alba) presente per tutto l’anno, mentre la ballerina gialla (Motacilla flava) è presente da ottobre a marzo-aprile.
Un inconfondibile richiamo che si può sentire per tutto l’anno è quello dell’usignolo di fiume (Cettia cetti), un piccolo passeriforme che è più facile sentire che vedere. Altra presenza difficile da notare per le dimensioni estremamente ridotte è quella dello scricciolo (Troglodytes troglodytes) che, con il regolo (Regulus regulus) e il fiorrancino (Regulus ignicapillus), è uno degli uccelli più piccoli d’Europa. Lungo circa 10 cm, lo scricciolo possiede una coda, di colore bruno-rossiccio con linee scure, molto corta, si muove sugli argini del fiume saltellando oppure volando di cespuglio in cespuglio.

I MIGRATORI INVERNALI
Un vero spettacolo sul Tevere inizia in autunno quando ai primi di ottobre arrivano i cormorani (Phalacrocorax carbo). Questi grandi pescatori scuri si aggirano sulle torbide acque del fiume alla ricerca del momento giusto per immergersi e per tornar su con un pesce in bocca. I cormorani sono abilissimi pescatori e catturano le loro prede (nel Tevere soprattutto anguille e cefali) anche in acque torbide. Per nuotare sott’acqua, tengono le ali strette contro i fianchi e procedono spediti battendo i piedi palmati: la forza propulsiva così prodotta è tale che riescono a raggiungere le prede con estrema facilità nonostante la loro mole. Spesso i cormorani restano immobili e con le ali spalancate su un tronco o su uno scoglio: questo comportamento permette agli uccelli di aumentare la temperatura corporea e quindi di essere pronti a nuove immersioni.
Altra puntuale presenza lungo il fiume è quella della garzetta (Egretta garzetta), un piccolo ardeide facilmente dal riconoscibile per la colorazione bianca del corpo, le gambe grigie e le zampe gialle.
In inverno il fiume “si imbianca” per la presenza dei gabbiani comuni (Larus ridibundus). Questi uccelli, sempre alla ricerca di piccoli invertebrati e rifiuti, possono formare stormi di decine di individui come accade spesso sull’isola Tiberina. Nei mesi invernali i gabbiani comuni sono quasi completamente bianchi mentre in estate presentano la tipica livrea estiva caratterizzata dalla colorazione scura della testa.
Soprattutto in inverno sono state segnalate lungo il fiume specie relativamente rare negli ambienti fluviali urbani, come il tuffetto (Tachybaptus ruficollis), la canapiglia (Anas strepera) e varie specie di piccoli scolopacidi come i piro-piro (Tringa spp., Actitis spp.) e i pivieri (Calidris spp.).
In primavera arriva una moltitudine di piccoli uccelli che colonizza le zone di canneto. E’ proprio la vegetazione ripariale a creare spesso degli ambienti favorevoli alla vita animale. Tra le cannucce di palude del fiume nidificano diverse specie di piccoli passeriformi come cannaiole (Acrocephalusscirpaceus) e cannareccioni (Acrocephalus arundinaceus).
D’estate, di notte, si può ascoltare il richiamo della nitticora (Nicticorax nicticorax), un piccolo ardeide che per le sue abitudini crepuscolari e la voce gracchiante viene anche chiamato “corvo di notte”.

I DOMESTICI
Accanto alle specie selvatiche sul Tevere vivono numerosi uccelli domestici liberati dai romani lungo il fiume come cigni, oche e anatre. Una coppia di oche bianche viene puntualmente a visitare la nostra sede in cerca di “offerte”. Molte anatre domestiche si affiancano a quelle selvatiche, i germani reali, ibridandosi con loro e compromettendo così l’integrità genetica della specie.
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