2002
Marzo - Aprile

Odissea 2002:
di nuovo per mare

Editoriale di Rosalba Giugni

Si riparte per una nuova spedizione nel Mare Nostrum. Questa volta ad ispirare il viaggio sarà un personaggio mitico legato alla nostra cultura di gente mediterranea, un uomo che superando inenarrabili avventure con caparbietà, perizia ed intelligenza riuscì a tornare nella sua Itaca, nella sua piccola e rocciosa isola.
Ulisse, l'eterno eroe, antico e moderno allo stesso tempo, rappresenta una metafora del viaggio di ogni individuo, quello che conduce alla conoscenza del mondo e di se stessi: Ulisse è, infatti, un navigatore esperto, che sa governare una nave ed un regno, è un abile ingegnere ed artigiano, costruttore del letto nuziale, del cavallo di legno, della zattera, ma è anche maestro nell'uso del linguaggio, grande incantatore di chi lo ascolta raccontare le sue avventure. Ulisse è insomma anche il simbolo di chi sperimenta, ricerca, stupisce e si stupisce, di chi va alla scoperta del perché delle cose e delle ragioni di ciò che prova o incontra.
Questa volta partiamo in compagnia di grandi amici che con noi divideranno le ore che trascorreremo a bordo del "Palinuro". Come ormai da tradizione la Marina Militare Italiana offre generosamente a Marevivo la sua collaborazione mettendo a disposizione una sua nave scuola bella e prestigiosa e non solo. Tutto l'equipaggio dal Comandante Antonio Falcomer all'ultimo allievo saranno coinvolti per aiutarci nell'osservazione del mare e dei suoi abitanti, degli uccelli, del vento, delle onde e delle stelle. Saremo tutti insieme attenti a non farci sfuggire nulla di ciò che incontreremo.
Compagno d'avventura sarà Alessandro Cecchi Paone, ideatore e testimonial della spedizione. Ci aiuterà a comunicare al grande pubblico quello che vedremo durante il viaggio, non soltanto animali e vegetali, ma anche lo stato di salute del mare, le belle coste, che ci auguriamo di trovare ancora integre, le genti, le differenti culture, i diversi sistemi di pesca e di tessitura di cui Penelope era simbolo.

Editoriale 1/2002
(Foto M. Panuccio)

Infine parte sostanziale del viaggio sarà la Ermenegildo Zegna che supporterà tutta l'attività scientifica. Il nostro staff, capitanato da due membri del Comitato Scientifico di Marevivo il Prof. Giuseppe Notarbartolo di Sciara, uno dei massimi esperti mondiali di cetacei e presidente dell'ICRAM, ed il Prof. Francesco Cinelli, titolare della cattedra di biologia marina all'Università di Pisa, e composto da: Giancarlo Bovina - geologo, Massimo Amodio - cartografo, Carlo Callori di Vignale - idrogeologo, Maria Belga e Francesca Volpe - naturaliste, Massimo D'Adamo e Marisa Ceccarelli - illustratori naturalistici, Alfonso Perri con tutti i suoi subacquei specializzati per l'osservazione scientifica.
La ricerca si svolgerà su quattro livelli: la terra, il cielo, la superficie del mare ed i fondali per cercare di capire con i nostri esperti l'attuale situazione del Mediterraneo.
Il blu cobalto, le trasparenze cristalline, il profumo inconfondibile della Posidonia sono ancora quegli elementi caratterizzanti del nostro mare? O qualcosa si è modificato e perché?
Cercheremo di analizzare e studiare le cause di questi eventuali cambiamenti.
Saranno coinvolti in questa operazione anche gli equipaggi delle barche a vela che questa estate navigheranno nel Mediterraneo.
Schede di avvistamento di cetacei, tartarughe, uccelli e foca monaca, un manuale ed una bandiera con i delfini fanno parte del kit che distribuiremo, iniziand9o dalla prima e prestigiosa regata del Trofeo Zegna a Portofino il 4 maggio. In quell’occasione presenteremo alla stampa l'operazione “Con gli occhi di Ulisse” che si svolgerà a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci che, dopo l'evento, salperà per la Nuova Zelanda in occasione della Coppa America.
La bella nave italiana ci farà da madrina insieme a Maria Grazia Cucinotta che interpreterà simbolicamente la figura di Penelope, donna mediterranea per eccellenza.
Penelope tessitrice è padrona del movimento circolare, continuo e ritmico, è lei la vera signora del destino di Ulisse che a lei, infine, ritorna. E il filo è il simbolo del legame, della continuità. Perciò abbiamo voluto celebrarla.

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