Odissea 2002:
di nuovo per mare
Editoriale di Rosalba Giugni
Si riparte per
una nuova spedizione nel Mare Nostrum. Questa volta ad ispirare
il viaggio sarà un personaggio mitico legato alla nostra
cultura di gente mediterranea, un uomo che superando inenarrabili
avventure con caparbietà, perizia ed intelligenza riuscì
a tornare nella sua Itaca, nella sua piccola e rocciosa isola.
Ulisse, l'eterno eroe, antico e moderno allo stesso tempo, rappresenta
una metafora del viaggio di ogni individuo, quello che conduce alla
conoscenza del mondo e di se stessi: Ulisse è, infatti, un
navigatore esperto, che sa governare una nave ed un regno, è
un abile ingegnere ed artigiano, costruttore del letto nuziale,
del cavallo di legno, della zattera, ma è anche maestro nell'uso
del linguaggio, grande incantatore di chi lo ascolta raccontare
le sue avventure. Ulisse è insomma anche il simbolo di chi
sperimenta, ricerca, stupisce e si stupisce, di chi va alla scoperta
del perché delle cose e delle ragioni di ciò che prova
o incontra.
Questa volta partiamo in compagnia di grandi amici che con noi divideranno
le ore che trascorreremo a bordo del "Palinuro". Come
ormai da tradizione la Marina Militare Italiana offre generosamente
a Marevivo la sua collaborazione mettendo a disposizione una sua
nave scuola bella e prestigiosa e non solo. Tutto l'equipaggio dal
Comandante Antonio Falcomer all'ultimo allievo saranno coinvolti
per aiutarci nell'osservazione del mare e dei suoi abitanti, degli
uccelli, del vento, delle onde e delle stelle. Saremo tutti insieme
attenti a non farci sfuggire nulla di ciò che incontreremo.
Compagno d'avventura sarà Alessandro Cecchi Paone, ideatore
e testimonial della spedizione. Ci aiuterà a comunicare al
grande pubblico quello che vedremo durante il viaggio, non soltanto
animali e vegetali, ma anche lo stato di salute del mare, le belle
coste, che ci auguriamo di trovare ancora integre, le genti, le
differenti culture, i diversi sistemi di pesca e di tessitura di
cui Penelope era simbolo.

(Foto M. Panuccio)
Infine parte
sostanziale del viaggio sarà la Ermenegildo Zegna che supporterà
tutta l'attività scientifica. Il nostro staff, capitanato
da due membri del Comitato Scientifico di Marevivo il Prof. Giuseppe
Notarbartolo di Sciara, uno dei massimi esperti mondiali di cetacei
e presidente dell'ICRAM, ed il Prof. Francesco Cinelli, titolare
della cattedra di biologia marina all'Università di Pisa,
e composto da: Giancarlo Bovina - geologo, Massimo Amodio - cartografo,
Carlo Callori di Vignale - idrogeologo, Maria Belga e Francesca
Volpe - naturaliste, Massimo D'Adamo e Marisa Ceccarelli - illustratori
naturalistici, Alfonso Perri con tutti i suoi subacquei specializzati
per l'osservazione scientifica.
La ricerca si svolgerà su quattro livelli: la terra, il cielo,
la superficie del mare ed i fondali per cercare di capire con i
nostri esperti l'attuale situazione del Mediterraneo.
Il blu cobalto, le trasparenze cristalline, il profumo inconfondibile
della Posidonia sono ancora quegli elementi caratterizzanti del
nostro mare? O qualcosa si è modificato e perché?
Cercheremo di analizzare e studiare le cause di questi eventuali
cambiamenti.
Saranno coinvolti in questa operazione anche gli equipaggi delle
barche a vela che questa estate navigheranno nel Mediterraneo.
Schede di avvistamento di cetacei, tartarughe, uccelli e foca monaca,
un manuale ed una bandiera con i delfini fanno parte del kit che
distribuiremo, iniziand9o dalla prima e prestigiosa regata del Trofeo
Zegna a Portofino il 4 maggio. In quell’occasione presenteremo
alla stampa l'operazione “Con gli occhi di Ulisse” che
si svolgerà a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci che,
dopo l'evento, salperà per la Nuova Zelanda in occasione
della Coppa America.
La bella nave italiana ci farà da madrina insieme a Maria
Grazia Cucinotta che interpreterà simbolicamente la figura
di Penelope, donna mediterranea per eccellenza.
Penelope tessitrice è padrona del movimento circolare, continuo
e ritmico, è lei la vera signora del destino di Ulisse che
a lei, infine, ritorna. E il filo è il simbolo del legame,
della continuità. Perciò abbiamo voluto celebrarla.