Giganti del mare
Editoriale di Rosalba Giugni
Mobule, squali,
balenottere, globicefali, capodogli, delfini: i grandi pelagici
che ci affascinano per le loro dimensioni, per l’eleganza
e la forza che esprimono nei loro movimenti e per le misteriose
leggi che regolano la loro vita, sono di nuovo a rischio nel mare
italiano.
Un decreto del Ministero del Ministero
delle Politiche Agricole e Forestali (DM 27 aprile 2003) ha consentito
di nuovo ai nostri pescatori di calare le lunghe e micidiali reti
per la cattura del pesce spada, reti lunghe svariati chilometri
nelle quali rimangono accidentalmente intrappolati i grandi mammiferi
marini.
Nonostante la direttiva europea che dal 1° gennaio del 2001
chiudeva definitivamente questo attrezzo di pesca in tutti i paesi
comunitari che si affacciano nel Mediterraneo, nonostante che molti
miliardi siano stati erogati ai pescatori dello stato italiano per
la riconversione, nonostante i nostri 15 anni di lotta per arrivare
a questo risultato voluto dal mondo scientifico, una circolare del
Ministero delle Politiche Agricole ha vanificato tutto il lavoro
svolto, riaccendendo una questione che sembrava ormai conclusa.
Con la nostra Campagna Mediterraneo D.O.C., durata due anni con
incontri sulle Navi Scuola della Marina Militare Italiana, avevamo
lanciato in tutti i tavoli di lavoro l’esigenza improrogabile
di allargare la messa al bando delle reti pelagiche (le spadare)
in tutti i restanti paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, invece
ci troviamo di nuovo ai nastri di partenza ed i nostri cugini del
mare ogni notte rischiano la pelle.
Purtroppo dobbiamo ancora una volta registrare un brutto passo indietro
che ci deprime e ci fa capire sempre di più quanto difficile
e lungo sia il cammino per una corretta gestione del nostro patrimonio
ittico.
Tra Ponza e la Sardegna
Questa estate, nel mio navigare a vela tra Ponza e la Sardegna,
ho avuto la fortuna di avere due incontri spettacolari, il primo
a 80 miglia dalla costa: due grandi balenottere sono affiorate
vicino alla barca, le abbiamo viste immergersi e tornare in superficie
con la groppa lucida e brillante al sole, e con il loro respiro
potente, spruzzare allegramente per varie volte mentre l’acqua
vaporizzata creava alla luce dei piccoli arcobaleni.
Un’emozione straordinaria.
Il giorno dopo, a 40 miglia da Ponza, quattro grandi tursiopi
sono venuti a farsi ammirare sotto la prua, ci guardavano, sembrava
quasi volessero trasmetterci qualcosa.
Nei loro giochi con le onde, notiamo che due delfini avevano la
pancia rosa e consultata la nostra cetologa Marina Pulcini scopriamo
che secondo la teoria di Ken Norris, un ricercatore americano,
questa particolare colorazione, indica nell’animale femmina,
lo stato gravido.
Con l’emozione negli occhi ho promesso solennemente a questi
quattro bellissimi animali, anche a nome di chi mi legge, che
l’impegno di Marevivo sarà totale affinché
tutti i grandi giganti del mare possano vivere e riprodursi indisturbati
nelle nostre acque.
Il giusto funzionamento sia del Santuario dei Cetacei sia di tutte
le altre Aree Marine Protette, deve sempre di più rappresentare
l’obiettivo da raggiungere della nostra associazione insieme
al ripristino di quella direttiva europea legata alle reti derivanti
che a suo tempo fu lungamente discussa e poi accettata.
Consentitemi di chiudere con una nota positiva, anche questa emersa
nel navigare e nell’immergermi nel nostro incantato mare.
Notte a Budelli, in Sardegna
La mattina alle 7, quando ancora tutti dormono con la mia fedele
pagaia vado ad esplorare la costa, sfiorando quasi gli scogli,
incantata dalla trasparenza dell’acqua, dalla luce speciale
dell’ora mattutina e dai colori che vanno dal turchese al
verde smeraldo, un vero godimento.
Mi avvicino alla famosa spiaggia rosa, supero le boe che ne delimitano
il passaggio per avvicinarmi alla riva, il guardiano già
sveglio fa segno che è proibito entrare, naturalmente mi
adeguo immediatamente all’indicazione ricevuta, vi confesso
con un po’ di nervosismo criticando in cuor mio una disposizione
eccessiva.
Alle ore 11,00 la situazione della stupenda isola è totalmente
trasformata: tutti si sono svegliati, le attività sono
frenetiche, arrivano anche le barche che, piene di turisti, con
potenti megafoni illustrano le bellezze di Budelli; poi piccola
sosta davanti alle boe della spiaggia rosa, il tempo di scattare
qualche foto di un museo straordinario costruito dalla natura
in milioni di anni, un bagno e via a vedere un’altra isola.
Allora ho capito ed ho apprezzato quel provvedimento che non mi
aveva consentito di arrivare fino alla riva.
Tavolara - Scandola – Caprera - Lavezzi
Quattro speciali immersioni al limite dell’Area Marina Protetta.
Immersioni consentite con l’autorespiratore a tutti.
In compagnia di Gabriele, mio figlio, siamo scesi ad esplorare
le profondità.
Non pensavamo si potessero vedere simili spettacoli se non nei
mari tropicali, una quantità di vita straordinaria, una
ricchissima diversità di specie, dai barracuda mediterranei
alle cernie, dentici, saraghi, grandi murene, occhiate ed innumerevoli
banchi di guarracini (le castagnole) ed altri “piccirilli”
che sembravano per nulla disturbati dalla presenza dell’uomo.
Da tutto ciò deduco che: al di là di tutte le polemiche,
le difficoltà per la gestione, le limitazioni non accettate,
i controlli non sempre efficienti, il nostro patrimonio marino,
grazie alle Aree Marine Protette, si sta ricostruendo ed una nuova
generazione di gente che va sott’acqua, ha lasciato finalmente
il fucile per godere di questo spettacolo rigenerante per lo spirito
e il corpo.
Se avevamo qualche dubbio sull’importanza della protezione
del mare, vi assicuro che è stato fugato dopo questa estate
speciale.
Si riprende il lavoro, se è possibile, con maggiore lena
ed entusiasmo: nel bene e nel male, Marevivo, avanti tutta!